11 settembre 2001, "Falling man".

La strage delle Torri Gemelle ci riporta all’attualità di Kabul.

a cura di Francesco Paladini

Lo scorso Ferragosto non resterà agli archivi, come una giornata da ricordare. L’attacco portato dai talebani per entrare con forza a Kabul, la capitale dell’Afghanistan, porta con sé un pericoloso strascico: l’alba di un nuovo Emirato. Un episodio di attualità ancora in corso che non può lasciare indifferenti e far correre indietro la nostra memoria storica.

Era l’11 settembre 2001, quando un gruppo di matrice terroristica appartenente al regime talebano, scatenò l’inferno presso le Torri Gemelle, Stati Uniti. I cosiddetti quattro attacchi kamikaze, mirati verso civili o militari, senza alcuna distinzione. L’affronto all’economia americana si realizzò con la distruzione delle Torri Gemelle; l’attacco al Pentagono simboleggiava invece la sfida al centro militare per eccellenza.

A capo dell’organizzazione Al Qaida si dichiarò Osama Bin Laden. I motivi che portarono a tali deplorevoli atti furono tanti. In particolare l’aiuto che gli Stati Uniti fornivano ad Israele, poi la loro presenza dal punto di vista militare in Arabia Saudita; tante piccole mosse americane mal viste da Al Qaida.

11 settembre 2001, il giorno del “Falling man”.

I dati di quel terribile giorno sono impressionanti: almeno 3000 le persone che persero la vita, altre 6000 rimasero ferite. Circa due ore di terrore che cambiarono molti equilibri a livello mondiale. In ricordo delle vittime fu costruito il “National September 11 Memorial & Museum” tra il 2006 e il 2011; proprio lì dove un tempo si ergevano le Torri Gemelle.

Tornando all’attualità numerose le scene di panico assoluto con afghani e statunitensi, costretti ad arrampicarsi agli aerei mentre stanno per prendere il volo, pur di fuggire alla persecuzione del regime. In tanti non ce l’hanno fatta e le immagini o i video di chi è caduto, hanno fatto il giro del mondo.

Sono fotogrammi che hanno analogie con il cosiddetto “falling man” avvenuto quel maledetto 11 settembre 2001. Furono almeno 200 coloro che per scampare alle fiamme infernali che divoravano le Torri Gemelle, si lanciarono, consapevoli che la loro vita non avrebbe avuto scampo. Lo scatto del “falling man” a cura di Richard Drew, resta agghiacciante, ancora oggi a 20 anni di distanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.