Antonio Martina, illustre personaggio a Porto Cesareo.

a cura di Alessio Peluso

Era l’agosto 2020 quando il nostro periodico iniziava le pubblicazioni sul Calcio Cesarino, una ricerca tra storia, ricordi e divertimenti dagli anni ’50 in poi. E tra coloro che hanno offerto una preziosa testimonianza, non possiamo dimenticare Antonio Martina, scomparso a 74 anni, lo scorso 9 marzo, dopo una battaglia con una leucemia, che ben presto lo ha sottratto alla vita terrena. Nella scorsa primavera, in più occasioni, ho avuto di modo di discorrere con Antonio di quel periodo storico, fatto di calcio e non solo.

La lunga chiacchierata nel grazioso giardino della sua abitazione o gli incontri nei pressi del sagrato parrocchiale, corredati da foto in bianco e nero e aneddoti interessanti, discussi tra risate e leggerezza, rimangono gli ultimi momenti condivisi assieme. Ma oltre al lato sportivo, Antonio Martina portava con sé la statura morale di un grande uomo: lavoratore, padre di famiglia premuroso, ma soprattutto generoso con gli altri.

Ne è consapevole il gruppo cesarino dell’UNITALSI, che perde uno dei suoi piloti di fiducia, sempre pronto con la sua ironia a sdrammatizzare e a tirare su il morale di coloro che ne avevano bisogno. Tanti i suoi viaggi nel treno bianco verso Lourdes, sempre al servizio degli altri. La comunità cesarina avvertirà la mancanza di “l’Antoniu ti la focara”, tradizione di famiglia, con l’accensione del falò in occasione di Sant’Antonio Abate e il suo muoversi continuamente per organizzare al meglio l’uscita delle statue, quando arrivava il momento della processione.

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