Lucio Battisti nei pressi della fontana a Sant'Isidoro.

a cura di Aurora Paladini

Una storia di sperimentazione oltre ogni convenzione stilistica. Il 5 marzo, Lucio Battisti avrebbe compiuto 78 anni e noi lo ricordiamo ancora grazie alla posizione che ha conquistato nell’olimpo del panorama musicale italiano del Novecento. Fuori dai contesti a cui siamo abituati oggi, l’inizio della sua carriera è sancito da un’esibizione come chitarrista in un locale di Milano insieme alla sua band dal nome “​Campioni”.  ​Solo un anno dopo, firma il suo primo contratto discografico e incontra Mogol: si rivelerà un incontro decisivo per la sua creatività artistica, che porterà ad una sinergia ineguagliabile tra note e parole.

Tutti conoscono i brani iconici che lo hanno consacrato alla storia. Non tutti, però, sanno che alcune delle sue creazioni più apprezzate potrebbero essere state ispirate proprio dal nostro mare. Infatti, tra il 1967 e il 1968, Battisti e Mogol hanno spesso soggiornato in una villa vicina alla spiaggia di Torre Squillace, tra Porto Cesareo e Sant’Isidoro. Avevano conosciuto la nostra terra grazie ad Adriano Pappalardo e se ne innamorarono al punto di acquistare un’abitazione per i loro ritiri estivi.

In questi anni sono state composte le celebri ​ “Acqua azzurra, acqua chiara” ​e “​La canzone del sole” ​: la prima è certamente frutto d’ispirazione alle nostre acque cristalline, mentre sulla seconda il dibattito resta aperto. Battisti e Mogol continuarono a frequentare il posto fino al 1973, anno in cui decisero di vendere la loro proprietà in seguito ai sempre più frequenti casi di abusivismo edilizio che avevano ormai compromesso la tranquillità del luogo.

Nell’immagine in alto Lucio Battisti, nei pressi della fontana a pochi metri dalla Torre di Sant’Isidoro.

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