Lavoratori in blue jeans.

a cura di Aurora Paladini

Per conoscere le origini dei jeans bisogna fare un salto di due secoli nel passato e incontrare un uomo il cui nome è conosciuto in tutto il mondo: Levi Strauss. Dal punto di vista geografico, l’invenzione dei jeans si colloca sulla famosa west coast americana, a San Francisco. In realtà, però, la loro storia si spalma tra Europa e Stati Uniti D’America. Levi Strauss, naturalizzazione americana del tedesco Löb Strauß, abbandona la sua Germania a causa del trattamento economico discriminante nei confronti di chi, come lui, era ebreo.

La sua destinazione, New York, dove i fratelli gestiscono un negozio di tessuti, si rivela un breve punto di passaggio: Strauss parte alle volte di San Francisco per aprire una nuova filiale dell’azienda di famiglia, cavalcando l’onda della corsa all’oro. È il 1853 e la prima intuizione dei pantaloni indistruttibili per lavoratori, ricavati da tendoni per carri, arriva durante il viaggio verso la California. Dopo aver sostituito quel tessuto con il denim francese, già usato per le divise dei marinai genovesi, un punto di svolta viene raggiunto quando Levi Strauss e Jacob Davis, un suo cliente sarto, ottengono il brevetto per l’inserimento di rivetti di rinforzo: ed ecco che il 20 maggio 1873 nascono ufficialmente i Blue Jeans  (si pensa che Jeans sia il nome con cui al tempo venivano chiamati i genovesi), le prime tute da lavoro maschili.

La versione femminile arriva nel 1934 con l’intento di stabilire un’uguaglianza tra uomini e donne in ambito lavorativo. Si tratta di una data sorprendente dal punto di vista storico, se si pensa che i primi movimenti per l’uguaglianza di genere nascono ufficialmente solo 30 anni dopo. E così mentre la Levi Strauss & Co. continuano a innovarsi, non è trascurabile il suo carattere filantropico: ancora oggi sostiene iniziative accademiche, istituti di accoglienza per anziani e orfani.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *