Via Luigi De Donno a Porto Cesareo.

a cura di Paolo Galignano

La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate in questo 2019 compie un secolo di vita. Infatti fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, e si riferisce alla data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918) e della resa dell’Impero austro-ungarico. Nel 2019 ricorre un altro centenario, collegato a questa festività e alla comunità di Porto Cesareo: l’anno di nascita di Luigi “Gigi” De Donno, nato il 14 giugno 1919 ad Aradeo, sebbene la sua breve vita l’abbia vissuta, appunto, di fronte il mare di Porto Cesareo.

“Gigi” De Donno è stato un marinaio e sommergibilista cesarino che nella primavera del 1941 dette la sua vita per la Patria; era, infatti, a bordo del sommergibile Pier Capponi, che fu silurato e affondato nelle acque tirreniche delle Isole Eolie, il 31 marzo 1941  (seppur dichiarato scomparso soltanto il 12 aprile ’41), dal sommergibile britannico Rorqual, comandato dall’ufficiale Ronald Dewhurst.

Il Pier Capponi viaggiava a equipaggio ridotto (5 ufficiali e 33 marinai) in rotta verso La Spezia, dove avrebbero riparato i danni subiti in una precedente battaglia navale; ed era costretto (per i danni subiti) a navigare in superficie e nulla riuscì a fare contro la flotta britannica che si trovò sulla sua rotta di navigazione. Il Marinaio comune di I classe Luigi De Donno, diventato poi sottonocchiere “alla memoria” il 1° maggio 1941, non aveva ancora compiuto ventidue anni quando perse la vita, inghiottito, coi suoi commilitoni, dalle acque sicule del Tirreno. La comunità di Porto Cesareo ricorda sempre con affetto e orgoglio il suo cittadino caduto in guerra quel maledetto giorno di primavera nel 1941. A lui è stata dedicata una via del paese.

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