Calcio cesarino triennio 1949 - 1951.

Tutti volevano sfidare la formazione cesarina: quei marinai calciatori abituati a giocare senza scarpe, suscitavano scalpore.

a cura di Alessio Peluso

La formazione cesarina non era iscritta ufficialmente ad alcun campionato, ma semplicemente praticava lo sport come passione pura. Non vi erano altri momenti di aggregazione particolare in quel periodo, eccezion fatta per il giorno del matrimonio, i classici racconti dei nonni ai nipoti davanti alla luce di una candela, o nel migliore dei casi, avere in casa la fisarmonica o una chitarra, per poter cantare e ballare insieme. Il calcio però faceva storia a sé e svuotava ogni domenica l’intero paese.

Le sfide che inizialmente restavano nel contesto cesarino, si allargarono con l’arrivo di squadre come il Leverano, Copertino, Squinzano, Juventina o Pro Patria Lecce, attirate dai “Delfini Azzurri”, perché così si facevano chiamare in questo periodo. Oltre alla bravura tecnica, i Delfini avevano una caratteristica unica rispetto alle altre formazioni, incuriosite da quel gruppo di marinai – calciatori, che in gergo locale venivano definiti “li squasati”. In effetti, mentre le altre squadre erano già attrezzate con divise e scarpe, i cesarini vendevano cara la pelle giocando scalzi e con un abbigliamento precario.

Calcio cesarino 1949 – 1951: la singolare scelta di “Ciccio” Latino.

La divisa ufficiale di riferimento per il calcio cesarino 1949 – 1951 in molte occasioni, era il maglione della marina militare.
Passeranno alcuni anni prima che un giocatore cesarino indossi le scarpe. Il primo in assoluto, per la cronaca, fu Francesco “Ciccio” Latino, il quale resistette solo un tempo, poi scelse di continuare la sfida scalzo. Questo conferma quanto fosse radicata questa abitudine nella formazione dei Delfini Azzurri. (segue terza parte)

L’immagine sopra è emblematica del calcio cesarino 1949 – 1951 a piedi scalzi.

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