Cantiga de la Serena.

La musica è una fedele compagna di viaggio, ancor più quando contamina vari stili musicali. Ecco come nasce “La mar” il nuovo lavoro discografico de la “Cantiga de la Serena”.

a cura di Alessio Peluso

Li abbiamo visti esibirsi agli inizi di luglio sull’Isola dei Conigli a Porto Cesareo, facendo da sottofondo musicale all’arte enoica della pittrice Arianna Greco, nell’ambito di una manifestazione che ha aperto la rassegna spettacoli estiva. Si tratta del trio “La Cantiga de la Serena”. E’ diretto da Giorgia Santoro, docente di musica presso il Conservatorio di Monopoli, che si diletta al flauto, arpa celtica e cimbali; Fabrizio Piepoli alla voce e chitarra battente del gruppo; infine Adolfo La Volpe tra chitarra classica e portoghese.

Ovviamente abbiamo citato solo in parte gli innumerevoli strumenti che i componenti del trio riescono a padroneggiare con straordinaria maestria. In alcuni pezzi ad affiancarli ci sono il violinista Francesco D’Orazio e Roberto Chiga al tamburello. L’obiettivo principale è ripescare dall’antica tradizione canti, preghiere, stili musicali tra i più disparati e proporli al pubblico.

Nasce così il nuovo lavoro discografico “La mar”, a completamento delle due uscite precedenti, rispettivamente 2016 e 2019, con “La serena” e “La fortuna”. È un viaggio nel tempo e nella mente, dove il sound dei canti tipici della nostra terra tra cui “La Tarantella”, vanno a contaminarsi con stili diversi e sorprendenti.

Una musica per orecchi sopraffini che attrae la curiosità del pubblico.

Sembra un’appassionante storia d’amore tra il dolce suono della sirena, simbolo del mondo femminile e il dolce fruscio del mare. Il progetto de “La cantiga de la Serena” è fatto di ricerca, studio delle lingue, intrecci di danze e culture. Possono passare dalla musica ebraico – sefardita che abbraccia le Cantigas de Santa Maria o la tarantella del Gargano unita alla musica di origine macedone.

Come si suol dire, ce n’è per tutti i gusti! E il pubblico? Apprezza e si incuriosisce, per un sound adatto ad orecchi sopraffini, e spesso è attratto dallo scoprire la provenienza delle melodie, l’interpretazione dei testi e gli arrangiamenti. Per approfondire il tutto consigliamo il documentario “La mar”, girato in quel di Lecce, coordinato da Giuseppe Rutigliano e disponibile su You Tube.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *