Chiude la Gazzetta del Mezzogiorno.

I 134 anni di storia basterebbero a giustificare quanto dispiacere vi sia in questa notizia. La redazione di ECCLESIA Cesarina, esprime la massima solidarietà.

a cura di Alessio Peluso

E’ sabato sera. Leggo on – line le notizie della giornata ed una in particolare mi colpisce, mi rende per molti versi triste. E’ un editoriale: chiude la Gazzetta del Mezzogiorno, ed è a cura del direttore Michele Partipilo. Lo leggo con molta attenzione e purtroppo capisco che il giornale da sempre legato alla Puglia e alla Basilicata ha terminato le sue pubblicazioni. Domenica 1° agosto sarà l’ultima volta che potremo trovarla in edicola.

Già da qualche anno la situazione non era particolarmente rosea e come affermato dallo stesso Partipilo, è dal 24 settembre 2018 che l’intera redazione, anche attraverso generosi sacrifici ha voluto offrire ai suoi lettori l’informazione, mettendo davanti a tutto la passione per questo difficile lavoro. In un certo qual modo mi sento di esprimere massima solidarietà nei loro confronti.

Noi della redazione di “ECCLESIA” Cesarina, che a breve raggiungeremo i 10 anni di pubblicazione cartacea, comprendiamo benissimo quanto lavoro vi sia dietro una testata giornalistica e quanta delusione permanga dentro, al momento di dover chiudere i battenti.

Chiude la “Gazzetta del Mezzogiorno”, lanciata da Martino Cassano nel 1887.

Il contratto stipulato lo scorso 12 dicembre con affidamento alla Ledi S.r.l. è giunto al termine. Non c’è stato modo di salvare il salvabile, nonostante gli appelli accorati del direttore, che il 1° agosto in quella che è l’ultima uscita, saluta i lettori con un laconico: “Arrivederci“. Tanti dipendenti perderanno il loro posto di lavoro, ognuno di noi perderà un punto di riferimento importante, con 134 anni di storia alle spalle.

Possibile che non vi sia un modo per porre rimedio? La “Gazzetta del Mezzogiorno” è un patrimonio di assoluto valore che inizia a prendere vita nel 1885: infatti, si passa dall’interessante pubblicazione de “La Settimana”, al “Corriere delle Puglie”; poi “La Gazzetta di Puglia” ed infine “La Gazzetta del Mezzogiorno” nel 1887. A mettere le radici fu Martino Cassano, giovane brillante e intraprendente, che con l’aiuto di cinque collaboratori rende concreto, qualcosa di impensabile al tempo. Lo fa affittando una stanza situata in via Agiro 51. Ma ora, quel lungo sogno, si è spezzato per sempre.

Nell’immagine in alto il titolo relativo all’ultima pubblicazione.

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