Crolla curva Vitesse.

Attimi di panico nel campionato olandese. Crolla la curva Vitesse nel settore ospite. Per fortuna nessun ferito.

a cura di Alessio Peluso

E’ in corso la decima giornata di Eredivisie, il campionato olandese. La partita in questione è Nec – Vitesse. La formazione ospite al termine di un match equilibrato ottiene una preziosissima vittoria. Il gol – partita è siglato al 16′ del primo tempo da Nikolai Baden Frederiksen. La formazione giallonera ottiene un importante successo che la proietta al 5° posto in classifica, alle spalle delle grandi in coabitazione col Feyenoord.

Così terminata la gara tutti i giocatori sono nei pressi nel settore ospite per i festeggiamenti di rito post gara. Peccato però che inspiegabilmente crolla la curva dove sono stipati i sostenitori del Vitesse, così come parte dei gradoni destinati alla tifoseria ospite. Alcuni secondi di panico tra il pubblico, fortunatamente nessun ferito. Anzi, passato lo scampato pericolo i tifosi ritornano a cantare con ancora più vigore ed entusiasmo.

E’ bene, quel che finisce bene. Ma quello che è accaduto in Olanda non è un caso isolato. Anche se con dinamiche profondamente diverse il crollo delle curve ha segnato pagine nere del mondo dello sport. Molti ricordano la strage dell’Heysel, giorno della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool del 29 maggio 1985. 39 morti e oltre 600 feriti. Forse meno ricordata ma altrettanto grave è quanto accade il 15 aprile 1989.

Quando il crollo di una curva si trasformò in tragedia…

Siamo in Inghilterra, precisamente Sheffield. E’ in palio la semifinale di F. A. Cup tra Liverpool e Nottingham Forest nel 1989. Già alla vigilia la ripartizione dei biglietti non era stata particolarmente arguta. Infatti ai numerosi tifosi Reds era assegnata la tribuna occidentale con 14.600 posti, agli sfidanti la curva orientale con 21.000 posti a disposizione.

I problemi aumentarono al momento dell’arrivo dei tifosi del Liverpool. Solo pochi ingressi disponibili e a pochi minuti dall’inizio il settore risultava vuoto. La folle idea fu aprire il cosiddetto Gate C, un ampio cancello destinato all’uscita. I tifosi in massa vi si accalcarono e in molti cominciarono ad essere schiacciati verso le recinzioni. Nel tentativo di salvarsi alcuni scesero dalla gradinata sul campo, per poi essere inizialmente ricacciati dalla polizia, convinta che si trattasse dei soliti hooligans. Solo al 6′ del primo tempo un ufficiale di polizia capì quanto stava avvenendo e la gara fu sospesa.

Troppo tardi però. 96 i morti, il numero 97 Andrew Devine, rimase in stato di coma per ben 32 anni. A livello di cronaca sportiva il Liverpool vinse il trofeo, ma la pagina di cronaca nera sportiva è incancellabile. Passerà agli annali come la strage di Hillsborough.

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