Festa della Repubblica, il 2 giugno.

a cura di Paolo Galignano

Ogni popolo, ogni nazione ha una sua genesi e, con essa, le proprie date storiche, che hanno contribuito alla nascita e alla trasformazione di una tale nazione. Anche la nostra amata patria, l’Italia, ha le sue date fondamentali, che ci ricordano e ci rimandano agli eventi che hanno partorito l’Italia e l’hanno fatta crescere, fino alla sua attuale dimensione socio-politica.

Fondamentali sono le date delle guerre d’Indipendenza, i tre conflitti bellici che hanno dato il via alla nascita dello Stato Italiano, sotto il governo monarchico dei Savoia, nella seconda metà del XIX secolo. Circa ottanta anni dopo, il 2 giugno del 1946 segna un epocale cambiamento sociopolitico: il passaggio dello Stato Italiano da monarchia a repubblica.

Questo enorme cambiamento della natura politica dell’Italia avvenne attraverso un referendum popolare, che vide, per la prima volta in Italia, anche le donne al voto. Quasi il 90% degli aventi diritto al voto si presentarono alle urne in quei due giorni (2 e 3 giugno). I voti a favore della Repubblica, in un clima politico acceso e cruento, furono il 54,3%; a favore della monarchia il 45,7%; delle 31 circoscrizioni, quella più favorevole alla repubblica fu Trento, con l’85% di voti repubblicani, seguita a poca distanza numerica da Bologna. Meno favorevole al cambiamento fu, in generale, tutto il Meridione.

Quel giorno si votò anche per eleggere i futuri componenti della nascente Assemblea Costituente, che ebbe il compito di redigere la nostra Costituzione, poi emanata il primo gennaio del 1948; ma, come direbbe lo scrittore Carlo Lucarelli, questa è un’altra storia.

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