Frittata Italia addio Qatar 2022

Una nazionale confusionaria e con poche idee delude Palermo ed un intero paese. Siamo fuori dal Mondiale per la seconda volta consecutiva!

a cura di Alessio Peluso

Renzo Barbera amarissimo, l’Italia è clamorosamente fuori dal Mondiale. La frittata per l’Italia arriva al 92′ con Trajkovski, che trova un destro chirurgico dai 25 metri. Eppure il clima e l’aria di Palermo è quella giusta. Entusiasmo incontenibile, i 33.000 italiani già dall’Inno spingono e sognano Qatar 2022.

L’Italia parte aggressiva pressando in avanti, ma le occasioni latitano. La prima grande chance è su un errato disimpegno del portiere Dimitrievski, Berardi a porta vuota cincischia troppo e il suo sinistro è debole. Al 33′ destro di Insigne, deviato dall’estremo difensore macedone. Cinque minuti più tardi mischia in aerea, Immobile non ne approfitta. Chiusura di tempo col brivido: Florenzi recupera miracolosamente su Trajkovski lanciato a rete.

Destro di Trajkovski e cala il gelo nei cuori azzurri. La frittata per l’Italia è completa!

Nella ripresa il film è il medesimo. Berardi è più intraprendente e al 54′ il suo sinistro è di poco a lato. Quattro minuti dopo altro guizzo dell’esterno del Sassuolo, ma il suo destro è ancora alto. Italia in costante proiezione offensiva e nella girandola di cambi si vede il neo entrato Raspadori. Conclusione forte ed alta.

All’85’ gli azzurri sfondano sulla sinistra con Emerson, Pellegrini conclude di sinistro, con una via di mezzo tra tiro e cross. E al 92′ Trajkovski, sull’unico tiro nello specchio centra l’angolino alla destra di Donnarumma. Siamo fuori, sarà Portogallo – Macedonia. L’Italia si lecca le ferite e il Mondiale lo guarderemo dalla TV. Ora il processo agli azzurri è appena cominciato.

Le pagelle: Jorginho e Insigne inesistenti, Berardi impreciso.

Donnarumma: s. v. – Praticamente inoperoso per tutta la partita. Capitombola sull’unico tentativo avversario.

Florenzi: 6 – Salvataggio miracoloso in chiusura di primo tempo ad evitare un gol già fatto. Per il resto ordinaria amministrazione.

Bastoni: 5,5 – Impegnato spesso nell’impostazione del gioco, prova anche a farsi vedere sui corner. Compitino.

Mancini: 5,5 – Schierato al fianco di Bastoni offre una prova dignitosa. Non spettava a lui cambiare l’andamento del match.

Emerson: 5 – Qualche timido tentativo nella ripresa. Troppo poco, per colui che è il sostituto naturale di Spinazzola. Senza coraggio.

Jorginho: 4 – Praticamente inesistente. Non prende mai l’iniziativa e invece di intervenire sull’azione che porta al vantaggio della Macedonia, alza la mano per chiamare il fallo. Fantasma.

Barella: 4 – Irriconoscibile. Dove è finito quel meraviglioso centrocampista ammirato per mesi? È in debito d’ossigeno e si vede. Sperduto.

Verratti: 6,5 – L’unico ad accendere la luce, in grado di prendersi la responsabilità di impostare e creare superiorità numerica. Mosca bianca.

Insigne: 4 – Non si rende mai pericoloso, prevedibile e senza idee. Non è un leader e la prestazione con la Macedonia lo conferma. Impalpabile.

Immobile: 4 – Ciro dove sei? La maglia azzurra gli pesa troppo e l’impressione è che il gioco di Mancini non sia adatto alle sue caratteristiche. Bocciato.

Berardi: 5,5 – E’ il più pericoloso tra gli attaccanti. Si danna, prova ad inventare e a calciare da ogni posizione. La mira però non è delle migliori. Incompleto.

Mancini CT: 4 – Anche il mister è entrato nel pallone. Raspadori cambiato di ruolo più volte, centrocampo affidato a Barella e Jorginho fuori forma. Dalle stelle alle stalle.

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