Giornata Mondiale dell'Insegnante.

Ricorre il 5 ottobre ed è stata istituita nel lontano 1994. Da sempre l’insegnante ha un ruolo chiave nella formazione dei ragazzi.

a cura di Massimo Peluso

Comprensiva, paziente, disponibile, severa, a volte costretta ad alzare la voce. La figura dell’ insegnante è di certo una delle più di complicate da interpretare e che, spesso al pari dei genitori, influisce notevolmente sulla formazione dei nostri ragazzi. Non solo a livello culturale e formativo, ma anche dal punto di vista caratteriale.


Proprio per la delicatezza ed importanza del ruolo, il 5 Ottobre 1994 fu istituita la Giornata Mondiale dell’Insegnante (World Teachers’ Day). Essa si propone di difendere il ruolo dei docenti al fine di poter educare e preparare al meglio i futuri uomini e donne di domani.


Per l’ occasione, si stanno organizzando numerosi eventi nelle scuole ed online, con l’ intervento di numerosi esperti del settore socio-educativo; tra questi psicologi, docenti ed insegnanti di sostegno. L’obiettivo è di mettere in campo la propria esperienza nel settore di competenza ed offrire agli alunni una scuola migliore; che dia le stesse possibilità di crescita e che sia di aiuto soprattutto ai ragazzi con particolari problematiche comunicative e di apprendimento.

Giornata Mondiale dell’Insegnante: le differenze tra la scuola attuale e quella di una volta.


Certamente, il cambiamento dei tempi, l’avvento imminente della digitalizzazione e l’ invasione indiscriminata dei social, stanno mettendo gli insegnanti davanti a cambiamenti epocali. Si è passati da una scuola “minimalista” degli anni ’60/’70 dove le materie di studio erano poche ed essenziali in un contesto di vita sociale più genuino; oggi già nei primi anni di studio si propongono materie quali l’informatica e l’inglese.

Un dato di fatto è che i ragazzi spesso fanno fatica a scrivere un pensiero in italiano e magari non ricordano neanche le tabelline. Il tutto, in una socialità relegata spesso al virtuale delle chat. Qui sta la grande sfida a cui sono chiamati gli insegnanti e a cui ognuno di noi deve partecipare. Riportare la scuola a quello che deve essere, ossia un insegnamento di vita che dia la possibilità ai più piccoli di spiccare il volo in piena libertà.

Giornata Mondiale dell’Insegnante – Ricordi di una vita.

a cura di Antonio Alberti

Il primo giorno di scuola in un ambiente totalmente sconosciuto, per me non è stato poi tanto male. Eravamo 52 pulcini, stipati in un’aula alquanto buia essendo al pian terreno di un edificio appena costruito. Era ben lontana la normativa di 15 – 25 alunni per insegnante.

La maestra era una maestosa giunonica signora Guarnieri – o Guarneri – con gli occhiali sulla punta del naso, non strillava mai, ci guardava intensamente strabuzzando gli occhi e noi, buoni buoni, abbassavamo il capo. Altri tempi ragazzi! Le “righellate” che ho preso sulla punta delle dita o sul palmo della mano sono state buone lezioni di disciplina, di rispetto.

Tornare a casa e raccontare l’accaduto a babbo e mamma si rischiava il supplemento. Altro che “telefono azzurro”! Comportandoci bene la maestra ci premiava con le stringhette di liquirizia, quella nera, oppure ci regalava rastrelli, palette e badili da succhiare, sempre in formato ridotto.

Una sola maestra senza assistenti.

Una maestra in gamba, senza assistenti o persone di sostegno, con la quale ho frequentato, assieme ai miei compagni, i primi anni di scuola. Ricordo che con lei ho imparato, fra le prime cose, a leggere l’orologio. Aveva portato in classe uno di quei dischi che i giocatori di bocce usano per segnare i punti e, con molta semplicità, ha spiegato il funzionamento di quell’apparecchio che, inesorabilmente, marca il tempo.

Il mio banco biposto era di legno massiccio, di quelli pesanti un quintale, col sedile a cerniera come fosse una panchina del parco, che segnava il di dietro. Tanti anni dopo quei banchi di legno massiccio vennero ceduti alle Congregazioni di Carità, diventate Enti Comunali di Assistenza, soppressi nel 1978, facendo felici povere famiglie che non potevano comprarsi la legna per scaldarsi …

Abbiamo riproposto nella Giornata Mondiale dell’Insegnante “Da quattro a settantaquattro” 2004 di Antonio Alberti, p.24, edizione fuori commercio. E’ disponibile nella Biblioteca Alberti a Porto Cesareo.

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