Giornata Mondiale della Pasta.

Un rito irrinunciabile, soprattutto a pranzo. Circa il 79% dei lavoratori italiani consuma abitualmente un piatto di pasta, veloce e nutriente allo stesso tempo.

a cura di Loris Peluso

Oggi 25 ottobre è la Giornata Mondiale della Pasta, un giorno incredibilmente importante e significativo, soprattutto per un paese come l’Italia che con questo particolare alimento va da sempre a braccetto. L’Italia è in cima al mondo sia nella classifica dei principali consumatori che in quella dei produttori. I dati ufficiali forniti da Unione Italiana Food mettono in luce numeri mostruosamente positivi nell’arco degli ultimi 10 anni; quasi 4 tonnellate di pasta italiana prodotte e poco più della metà di queste esportate all’estero.

Il confronto con le altre nazioni appare imbarazzante e l’Italia riesce a mettersi nettamente avanti anche ad altri produttori come USA, Brasile e Turchia. Il prodotto italiano è talmente apprezzato in giro per il globo che più del 60% della pasta prodotta in Italia va a finire sulle tavole di inglesi, tedeschi, francesi e addirittura in Giappone. Inoltre una stima molto attendibile racconta che circa il 79% dei lavoratori italiani mangia la pasta a pranzo, poiché è un piatto assai gustoso, facile e veloce da preparare.

Giornata Mondiale della pasta: dagli spaghetti ai maccheroni.

Economicamente la produzione della pasta vanta un enorme giro di mercato di circa 6 miliardi di euro all’anno. Sono più di 100 i pastifici che danno lavoro a 10.000 persone nella nostra cara penisola. Nel mondo già da qualche giorno è di tendenza l’hashtag “haveagoodpasta”, a cui hanno aderito circa 150 ristoranti italiani in giro per il mondo. Nella giornata odierna proporranno speciali menù e rivisitazioni nella preparazione di un classico come gli spaghetti.

Le origini di questo famoso prodotto sono molto remote e alcune teorie su come sia arrivata qui da noi sono fantasiose e suggestive. Storicamente la pasta esisteva già ai tempi della Magna Grecia (Sud Italia), venendo però chiamata con termini greci come “leganon” o “makària”, ovvero cibo beato offerto spesso in cerimonie funebri.

Lo stesso termine “makària” ha dato origine poi a quelli che noi comunemente chiamiamo maccheroni. Ma la testimonianza più antica riguardo la pasta risale a circa 3800 anni fa, in Cina, con un piatto di noodles di miglio. Proprio a quest’ultima testimonianza storica è legata la fantasiosa leggenda che sia stato addirittura Marco Polo, mercante italiano, a portare in Italia la ricetta che si narra sia nata in Oriente.

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