Gli incendi della Sacra Sindone.

Sicuramente tra le reliquie che suscita maggiore interesse tra gli studiosi. E per ben due volte gli incendi rischiarono di distruggere la Sacra Sindone.

a cura di Francesco Paladini

Il Cristianesimo, nell’arco di questi millenni, ha avuto molte testimonianze del passaggio dei Santi e della figura di Cristo. Queste testimonianze prendono il nome di reliquie e sono utensili o resti corporei che tutt’oggi sono venerati nei luoghi di culto. Alcune di queste reliquie sono scientificamente autentiche e alcune, pur non avendo un riscontro scientifico, sono accettate per “fede” dai credenti cristiani.

Una delle reliquie più importanti e una delle più dubbie è la Sindone di Torino. La “Sacra Sindone” è un telo di lino dove vi è raffigurato un corpo umano, che la Chiesa ha identificato come il corpo del figlio di Dio. E’ anche indicato come il lenzuolo utilizzato dai Romani per avvolgere il corpo di Cristo dopo la sua morte.

Le prime testimonianze di questo tessuto vengono non prima dell’anno 1353; in quell’anno Goffredo di Charny fece costruire una chiesa a Lirey in modo da custodire e far venerare questa reliquia ai fedeli. Successivamente andò in mano ai Savoia che la fecero trasferire a Chambery, nel 1502, nella Sainte Chapelle.

La nefasta notte di Torino tra l’11 e il 12 aprile 1997.

Ed è proprio qui che nella notte del 4 dicembre rischiò di andare perduta. L’incendio, scaturito si presuppone da un oggetto rovente, rovinò in alcuni punti la Sindone, riparata dalle suore clarisse di Chambery con delle toppe applicate nei fori.

Nel 1562 fu trasferita a Torino ed è qui che tutt’oggi è conservata. Ma nel 1997 gli incendi per la Sacra Sindone raddoppiarono. Si salvò grazie alla teca di cristallo nella quale si ripose per permettere i restauri della cappella nel 1993. Nel 2002, un intervento di restauro, permise alla “Sacra Sindone” di tornare al suo stato originale.

Furono rimosse le toppe inserite dalle Suore clarisse e rimosse le parti rovinate dalle bruciature dell’incendio del 1353. Molti sono i dubbi e molti sono gli studiosi che criticano l’autenticità della Sindone, ma serve sempre un po’ di fede per dare a queste reliquie l’importanza che hanno.

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