Her di Joaquin Phoenix

Un legame tra l’uomo e il suo sistema operativo, una commedia che diventa dramma.

a cura di Anna Seviroli

Cosa succederebbe se domani ci innamorassimo del nostro sistema operativo, della sua voce, del suo cervello? E se questo fosse in grado di provare dei sentimenti, delle emozioni e sensazioni vere? Spike Jonze nel film “Her” con Joaquin Phoenix, uno degli attori più performanti del cinema americano, con il quale si aggiudica l’Oscar, prova a raccontare il valore della tecnologia.

Una commedia che si tinge di dramma. Una storia d’amore inverosimile ma, nella società in cui viviamo, altamente plausibile, un racconto costruito da dialoghi impeccabili e autentici; magnificamente interpretati dalla voce protagonista di Scarlett Johansson.

Sullo sfondo di una Los Angeles frenetica e iperattiva, Spike si interroga sui rapporti umani. Sul rapporto uomo – macchina, sulle difficoltà della comunicazione, su un futuro non troppo lontano. E lo fa mettendo al centro la vita di Theodore (Phoenix), un solitario scrittore addetto alla stesura di lettere d’amore su commissione.

Her con Joaquin Phoenix, tra storia d’amore e amarezza.

La sua vita cambia repentinamente nel momento in cui decide di acquistare un nuovo sistema operativo (OS1) del quale perdutamente se ne innamora. Theodore è l’emblema dell’uomo contemporaneo. Siamo un po’ tutti noi, alla ricerca continua di emozioni nuove e potenti. Catapultati in un’era sempre più virtuale, costruita da interfacce più che da volti, non riusciamo più a distinguere l’autenticità e la verità dall’irrealtà.

“Her” è una storia d’amore bellissima che ci lascia un po’ con l’amaro in bocca perché chiunque, alla fine, vorrebbe trovare un volto a quella voce. Ad un sistema operativo che sembra avere più sentimenti di qualsiasi essere umano.

Il bisogno di plasmare chi abbiamo accanto, a nostra immagine e somiglianza porta l’uomo ad essere sempre più incapace a star dentro una vera relazione; fatta anche di compromessi, dolori e momenti di infelicità. Così ci affidiamo ad uno schermo che rispecchia le nostre aspettative e ad una voce che ci appaga.

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