Il primo presidente del Porto Cesareo Cosimo Mimino Zecca

a cura di Alessio Peluso

Correva il 1° novembre 1932 e in quel di Nardò, nasceva colui che passerà alla storia come il primo presidente dell’Associazione Calcio Porto Cesareo. Non conosco Cosimo, per molti Mimino, ma è fondamentale ritrovarlo. È il pomeriggio di lunedì 15 giugno, quando sono sulle tracce del presidente.

Il primo indirizzo fornito è errato, fortunatamente una gentile signora mi indica la strada giusta e mi rendo conto di essere a pochi metri dalla sua abitazione. La buona sorte intanto, ancora una volta viene in mio soccorso: proprio lì, nei pressi, trovo la figlia e alcuni parenti così gentili, da condurmi direttamente da Cosimo.

Il primo impatto è sorprendente, dal volto traspare un sentimento di sorpresa per quanto sta accadendo. A prima vista qualche particolare viene fuori, ma non è il momento propizio, è giusto lasciare il tempo al Presidente di riordinare le idee e rivedersi qualche giorno dopo. La stretta di mano è il preludio di quanto avverrà mercoledì 17 giugno alle 11.

La giornata si presenta calda, il solito traffico lungo la strada, ma giungo in linea con i tempi prestabiliti. Non vi è nemmeno bisogno di suonare il campanello, poiché scorgo Cosimo nel suo habitat più congeniale. È seduto, con i suoi inseparabili attrezzi da pesca, il lavoro e la passione di sempre.

Cosimo “Mimino” Zecca, l’imbarcazione Diana e la famiglia.

Il suo percorso marino inizia già all’età di 5 anni, precisamente dal 1937 al 2000 anno in cui, entrato in pensione, consegnerà la licenza. Il suo braccio destro marittimo ha un nome ed è Diana, barca costruita nel 1926 a Molfetta. Compagno storico di lavoro sarà Vittorio Spagnolo, che intreccerà il cammino anche nel mondo del calcio, come portiere.

Sposato con Amalia Greco, nata a Nardò il 15 luglio 1934, dal lontanissimo 1° dicembre 1956. Una coppia indissolubile, come quelle appartenenti ad una generazione, che ha fatto della fedeltà, dell’amore e della caparbietà, un marchio di fabbrica.

Insieme la gioia di tre figli: Antonella Zecca nata a Nardò il 15 ottobre 1958, Armandina Zecca, anche lei natia di Nardò il 22 gennaio 1966 e Rocco Zecca nato a San Pietro Vernotico il 14 giugno 1973. Sono loro il frutto di una vita dedita al lavoro, per sostenere al meglio la propria famiglia.

È fantastico avventurarsi in questo mondo antico, motivo per cui vale la pena esularsi dal discorso prettamente sportivo ed entrare nelle storie di vita, soprattutto di pesca. È orgoglioso Cosimo di poter trasmettere avventure del mondo marittimo, decido così di riportarle.

L’imbarcazione Diana è anche un simpatico dipinto custodito in famiglia.

Il presidente del Porto Cesareo ha l’anima del pescatore.

Era una giornata come tante altre, il mare si faceva ammirare per il suo aspetto sereno e splendente. Cosimo e il suo equipaggio dovevano sobbarcarsi 7 ore di viaggio circa, destinazione Sibari, in Calabria. Era una meta solita, lì si trascorrevano di solito alcuni giorni prima di tornare a casa.

Cosimo, Vittorio Spagnolo, Salvatore Calasso e Antonio Sabetta, costituivano l’equipaggio. Come consuetudine dopo aver gettato le reti nel mare, Salvatore e Vittorio scesero nella cuccetta per riposare, Antonio si arrangiava dietro la cabina, Cosimo rimaneva vigile, da buon capitano di bordo.

La pesca fu abbondante, in quanto l’imbarcazione Diana, continuava da sempre a dare grosse soddisfazioni morali ed economiche, per cui ritirate le reti e sistemato via via l’abbondante pescato, intrapresero la via del ritorno, verso Porto Cesareo.

Un salvataggio in extremis…

Erano trascorse le prime 4 ore di navigazione a ritroso, quando uno strano rumore fece sobbalzare Cosimo, il quale col suo orecchio navigato percepì che qualcosa di strano stava accadendo a ridosso dell’elica: pochi secondi dopo tutto era chiaro, una sagoma, un incubo che si materializza ad occhi aperti.

Antonio Sabetta aveva perso l’equilibrio ed era caduto in mare! Un istinto fuori da ogni logica portò Cosimo a lanciare una delle varie ciambelle arancioni, di cui disponeva la barca, a un tiro di schioppo da Antonio.

Miracolosamente, nonostante il forte spavento ha la lucidità necessaria per aggrapparsi, mentre i compagni lo tirano su. È salvo! Sobbalza dalla sedia ancora oggi Cosimo il primo presidente del Porto Cesareo, rivivendo quasi in presa diretta l’accaduto. (fine prima parte)

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