Teatro San Carlo, Napoli.

a cura di Paolo Galignano

Il giorno dell’Immacolata del lontano 1816 nacque, nel Meridione pre-Unitario, il Regno delle Due Sicilie. Tale regno, sotto la protezione del re Borbone, fu formato dalla fusione dei due regni borbonici: il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia. Tale fusione avvenne con la Legge Fondamentale del Regno delle Due Sicilie.

Ma la nascita di tale regno, che unificò i due Stati più grandi del Sud italico, ha le sue origini nella fine di Napoleone Bonaparte, del conseguente Congresso di Vienna e del Trattato di Casalanza. La sua capitale, inizialmente a Palermo, fu nel 1817 spostata a Napoli. Il Regno delle Due Sicilie comprendeva un vastissimo territorio che includeva (oltre a tutta la Sicilia e tutta la Campania, eccetto Benevento) l e odierne Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo e le zone laziali sud – orientali.

L’Unità d’Italia pose fine al Regno delle Due Sicilie, con la resa di Francesco II e la firma dell’armistizio il 17 febbraio 1861. Fu uno degli stati italici più potenti di quel secolo, dove si registrarono sviluppi economici e sociali mai visti a Napoli e in tutto il Meridione; e gran parte del progresso e dei risultati raggiunti furono spazzati via dalla nuova situazione geopolitica Unitaria.

Per dovere di cronaca storica, elencherò solo alcuni dei numerosi primati raggiunti da Napoli e dal Regno delle Due Sicilie: “Real Teatro San Carlo” nel 1737, il più antico teatro d’opera in Europa e sede della prima scuola di ballo, “Albergo dei Poveri” nel 1751 e nel 1839 la prima ferrovia italiana, con tratto Napoli – Portici, avente illuminazione a gas.

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