Italia - Spagna una notte per sognare.

a cura di Loris Peluso

Le lancette dell’orologio scorrono inesorabili e la grande battaglia tra Italia e Spagna è sempre più vicina. Quella che la nazionale del CT Roberto Mancini dovrà affrontare stasera a Wembley sarà una vera e propria guerra sportiva ed in 90 minuti più eventuali supplementari e rigori ci si gioca praticamente tutto. La Spagna per vari motivi è l’avversaria più dura che gli azzurri abbiano fronteggiato finora e per spuntarla servirà una prova eccelsa sotto il profilo del gioco e tanta voglia di vincere.

Mancini difende Immobile.

Questa voglia non è mai mancata nell’ottimo cammino azzurro e anche nella non semplice gara con il Belgio la si è vista chiaramente. Il nostro CT non cambia nulla rispetto alla vittoria contro i belgi, se non il cambio forzato sulla fascia sinistra dove Spinazzola, infortunatosi nell’impegno precedente, verrà rimpiazzato da Emerson. Confermato al centro dell’attacco anche Ciro Immobile, nonostante le tante critiche più o meno giuste mossegli dopo la pessima prova contro i diavoli rossi.

Lo stesso Mancini ha dichiarato in conferenza stampa che “i giocatori più criticati finiscono per fare la differenza quando conta”, dichiarazione forte che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, la fiducia del CT verso il centravanti della Lazio. Sul fronte spagnolo c’è invece da sottolineare che il CT Luis Enrique non avrà a disposizione l’esterno del PSG Pablo Sarabia, protagonista ad oggi di un grande europeo, e al suo posto dovrebbe esserci il gioiello del Lipsia Dani Olmo. In difesa fondamentale il recupero last minute del centrale del Manchester City Laporte, che tornerà a formare la giovane coppia difensiva titolare con Pau Torres.

Italia – Spagna, in avanti confermato il criticato Morata.

È stata una Spagna molto coraggiosa quella vista finora nella manifestazione e già dalle convocazioni, Luis Enrique, aveva fatto delle scelte molto forti come tenere fuori giocatori del Real Madrid come Carvajal e soprattutto lo storico capitano Sergio Ramos. Tutti i suoi detrattori si sono divorati le premature critiche, poiché la nazionale ha dimostrato coesione e soprattutto di esserci mentalmente quando conta. Testimone ne sono il passaggio turno ai rigori contro la Svizzera e quello ai supplementari contro la Croazia.

Non sarà mai la Spagna del 2010 come qualità di gioco e giocatori, ma è una compagine ringiovanita e di enorme potenziale. Il centravanti della Juventus Alvaro Morata nella competizione è stato e rimane un vero punto di domanda, ma proprio per questo sottovalutarlo è indubbiamente un errore. Negli altri ruoli è indiscutibilmente una squadra completa e il centrocampo rimane sempre il punto forte, abbondando di fantasia e tecnica individuale, partendo dall’esperto Busquets fino al giovane Pedri.

La domanda è: come si può far male a questa Spagna? Innanzitutto evitando di giocare ai loro ritmi. Amano avere in mano le redini delle loro partite, ma è necessario velocizzare il gioco appena si rientra in possesso del pallone. La Spagna va in difficoltà se attaccata e se si alzano i ritmi. Non bisogna pensare di imporre per forza il proprio gioco, bensì trovare la chiave giusta e sfruttare a dovere le opportunità che necessariamente capiteranno. La parola d’ordine è vincere e la speranza di un intero popolo è che le notti magiche continuino. Calcio di inizio alle 21.

Italia – Spagna, Emerson al posto di Spinazzola.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne. C.t.. Mancini

SPAGNA (4-3-3): Unai Simon; Azpilicueta, Laporte, Pau Torres, Jordi Alba; Koke, Busquets, Pedri; Ferran Torres, Morata, Dani Olmo. C.t. Luis Enrique

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