Italvolley rosa, campione d'Europa.

Sotto nel primo set, le azzurre ribaltano e trionfano 3 a 1 in casa della Serbia. E parallelamente incredibile tripletta Italia alle Paralimpiadi di Tokyo nei 100 metri.

a cura di Alessio Peluso

Segnatevi questa data: sabato 4 settembre 2021. L’ItalVolley rosa è Campione d’Europa. Il cielo di Belgrado che spingeva dalla parte dei padroni di casa della Serbia, si tinge di azzurro e la festa può esplodere. Chi lo avrebbe detto? Era solo agosto, un mese fa per la precisione, quando la stessa Serbia spegneva il nostro sogno olimpico. Pensare di ribaltare il gap in così poco tempo, sembrava impossibile. Invece le azzurre hanno sfoderato una prestazione sopra ogni più logica aspettativa.

I parziali parlano chiaro: 24 – 26, 25 – 22, 25 – 19 e 25 – 11. Sì, la stessa formazione azzurra sfavorita alla vigilia, che va sotto nel primo set, è in grado di dominare in lungo e in largo la Serbia, concedendo pochissimo. Su tutte spicca la prestazione della capitana Paola Egonu, che oltre ad alzare al cielo l’ambito trofeo, si prende lo scettro come migliore giocatrice del torneo. Al referto finale per lei sono 29 i punti messi a segno, seguita da Sylla con 20 e Pietrini con 13.

ItalVolley rosa come l’Italia di Mancini ad Euro 2020.

Sfatiamo con orgoglio il tabù Serbia che ci aveva fatto piangere nella Finale Mondiale del 2018, eliminate in semifinale nell’ultimo Europeo, per poi arrivare alla più recente battuta d’arresto alle Olimpiadi. Oggi però tutto è diverso, la musica è cambiata. Il CT Davide Mazzanti, proprio come Roberto Mancini l’11 luglio 2021, ha costruito la sua fortuna sul collettivo ed è stato premiato.

Paralimpiadi di Tokyo: il meraviglioso trittico azzurro.

Come rimarcato in apertura però, sottolineavamo di non tralasciare questa data dalla memoria. Questo perché, mentre le azzurre facevano un sol boccone della Serbia, quasi in parallelo si materializzava una tripletta incredibile nei 100 metri femminili, delle Paralimpiadi in corso di svolgimento a Tokyo.

Tempo da sogno per Ambra Sabatini con un record mondiale pazzesco che fissa il cronometro sui 14” e 11 centesimi; seguono Martina Caironi a 14”46 e Monica Graziana Contrafatto. Ecco perché la notte del 4 settembre rimarrà negli annali sportivi, con il suo dolce sapore rosa, diviso tra il cielo di Tokyo e quello di Belgrado.

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