Jeni a Cisaria, Ermes.

I messaggeri della musica trovano l’apice del successo, grazie a “Jeni a Cisaria”, pezzo rimasto nella memoria cesarina. Testo di Angelo Rizzello, musica di Antonello Ratta.

a cura di Raffaele Colelli

Così le prime prove si svolsero nell’abitazione di uno dei ragazzi, disponibile solo perché i genitori erano emigrati all’estero. Tra un pezzo musicale di Profondo Rosso, il gioco delle carte o del pane cosparso con quel che era reperibile in quel momento, spesse volte solo con olio e zucchero, trascorrevano le lunghe serate invernali. Un sodalizio, quello con il maestro Cosimo De Pace, che si concretizzò con una prima suonata all’hotel Villa Jonica in occasione di un matrimonio.

Un altro personaggio che segnò in maniera determinante la vita artistica del gruppo fu senza alcun dubbio il compianto Angelo Rizzello. Poeta, penna sopraffina come la sua spiccata intelligenza, compositore di strofette, commedie e canzoni popolari, buttò giù un pezzo stupendo come “Jeni a Cisaria” dove decantava le bellezze naturali e culinarie di Porto Cesareo, ma anche la laboriosità e la sincera ospitalità dei suoi abitanti. Insomma quasi un moderno spot pubblicitario per attirare e invogliare i futuri turisti.

Antonello Ratta su quel testo ci mise la ciliegina scrivendone la musica che divenne una dolce melodia. Ormai il gruppo stava per diventare qualcosa di più di un semplice gruppo di amici, si stava trasformando in un vero e proprio complesso musicale; per questo decisero di identificarsi con il nome di “Ermes”, i nuovi messaggeri della musica.

Gli Ermes vendettero 2000 copie in 45 giri.

In un mese stamparono e vendettero duemila copie in 45 giri che distribuirono per tutto il territorio salentino riscuotendo un discreto successo, tanto che alcune radio libere locali lo trasmisero con una certa frequenza e per un lungo periodo. Nell’estate del 1980 per il gruppo si presentò inaspettatamente una grande occasione. Sull’ampio spiazzo dello Scoglio si era organizzato un importante concorso canoro. Chi vinceva poteva addirittura registrare un disco con una nota casa discografica barese.

Qui avvenne l’incontro con un terzo personaggio, Raffaele Rizzello, bello e dannato, senza dubbio il più carismatico, fuori dagli schemi convenzionali di quel tempo, capellone per scelta, rockettaro per passione. Con lui e sotto la sua direzione, cambiarono per forza di cose genere musicale, passando dal pop-melodico al rock puro.

Si presentarono con “I see no reason” un pezzo musicale dei Titanic, un gruppo rock molto in voga in quegli anni. Vinsero la competizione, ma poi non se ne fece niente e tutto finì lì; come tempo dopo terminò il sodalizio musicale. Nel 1984 molti di loro partirono per le rispettive università, alcuni per lavoro, qualcuno addirittura prese moglie.

Antonello Ratta il leader del gruppo per qualche tempo continuò a suonare con suo fratello Maurizio Ratta, facendo del piano bar nei vari locali del territorio. Poi si laureò in filosofia e si trasferì definitivamente a Brescia dove insegna religione e dove ha formato una bella famiglia, tre figli tutti laureati e tutti musicisti per passione. Buon sangue non mente! (fine)

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