Gulag russi.

a cura di Francesco Paladini

Il nome d’esordio dei Gulag russi è “Katorga”, in greco galera, e nel ‘600 il loro scopo principale era la redenzione tramite lavoro forzato per criminali e oppositori politici dello zar. Fu solo nel 1930, sotto l’avvento di Stalin, che i Katorga vennero rinominati Gulag. Furono ristrutturati e migliorati sotto molti aspetti, permettendo un calo della mortalità nei vari centri. Nel periodo sovietico i campi non erano designati esclusivamente al lavoro forzato, ma anche all’isolamento delle categorie di persone ritenute pericolose dallo Stato: criminali, funzionari ritenuti corrotti o sabotatori, nemici politici, ex nobili e grandi proprietari terrieri, ritenuti non indispensabili per la dittatura del proletariato.

Inizialmente, i Gulag non nacquero come ambienti di sterminio delle masse come i lager nazisti, ma come centri di rieducazione, per permettere a chiunque di poter far rientro nella società socialista; tuttavia, nel lungo termine divennero una macchina economica di manodopera a basso costo per il rifornimento delle materie prime. Il Gulag sovietico divenne quindi uno strumento di coercizione e di terrore nelle mani dello Zar. I prigionieri, denominati Zek, vivevano in totale stato di terrore, sottoposti a lavori forzati, sevizie da parte delle guardie e anche tra gli stessi criminali, tra i quali c’era astio. In molti casi, pur di mantenere gli Zek utili nei campi, si cercava una qualsiasi accusa per poter prolungare la loro condanna, mentre in caso di inutilità, venivano eliminati per far spazio ai nuovi arrivi.

Non erano molti gli Zek che sopravvivevano nei primi mesi di permanenza a causa del sovraffollamento e delle ore di lavoro disumane (oltre 14/15 ore di lavoro nei boschi, miniere e distese ghiacciate, con temperature anche sotto i -50°). Durante la Seconda Guerra Mondiale molti di loro furono arruolati per combattere nelle fila sovietiche, mentre molti altri furono uccisi o lasciati morire per dare spazio ai prigionieri di guerra. Il 25 gennaio del 1960, il Ministero degli affari interni sovietico decise di sopprimere il sistema dei Gulag, ma rimasero attive delle colonie di lavoro forzato per prigionieri politici e di guerra che furono chiuse solo nel 1987, decretando la fine di questo sistema del terrore.

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