Focara di Novoli

Sarà un’accensione diversa dal solito, con l’impossibilità di partecipazione del pubblico. Tante le TV che trasmetteranno in diretta l’evento.

a cura di Alessio Peluso

Nel Salento il periodo di gennaio è associabile per tradizione e cultura alla focara. E’ un’usanza centenaria diffusa a macchia d’olio in tanti paesi salentini. Tra questi però, la Focara che si accende a Novoli ha un fascino senza eguali. Immergendoci nell’ambito storico dobbiamo far riferimento al XV secolo, quando a Novoli si preparavano dei piccoli falò. Un periodo in cui la presenza dei veneziani sul luogo è confermata dal commercio di olio e vino; senza tralasciare la cosiddetta “Cavallerizza”, dove si facevano crescere i cavalli. Solo nel 1664 finalmente la cittadina novolese, con l’approvazione dell’allora vescovo Pappacoda, si legò per sempre alla protezione di Sant’Antonio Abate.

Secondo quanto riportato da fonti storiche attendibili la prima testimonianza certa di Focara come la intendiamo oggi, risalirebbe al 1905; per giunta la preparazione si accompagnò ad una nevicata memorabile. Altri riferimenti storici di rilievo sono il 1912, 1926, 1928 e 1938, come riportato rispettivamente da D’Elia, Bertacchi, Sbavaglia e De Leo.

Focara di Novoli anni '50
Una foto storica, quando l’accensione della Focara avveniva vicino al Santuario.

“La marangia te papa Peppu”, antica usanza della focara di Novoli.

Come da tradizione la raccolta dei fasci inizia il 17 dicembre. Sicuramente sino agli anni ’50 l’accensione avveniva vicino al Santuario, poi piazza Brunetti ed infine per ragioni logistiche e di sicurezza, nell’attuale piazza Tito Schipa. Anticamente vi era l’usanza de “la marangia te papa Peppu“, con un ramoscello d’arancio posto all’apice della focara. Di solito era preso dal giardino in possesso del sacerdote del posto.

Anche le forme si sono evolute nel corso del tempo. Dall’iniziale cono, all’affascinante galleria creata a doc per permettere il passaggio della statua, sino a forme piramidali. Negli ultimi anni sono mediamente 100 le persone che si adoperano per la preparazione. Quest’anno l’evento, che come rimarcato sarà vietato al grande pubblico per le ragioni ormai note, non potrà godere a pieno dello spettacolo.

Ci mancherà il calore del pubblico, l’entusiasmo crescente di pari passo con la batteria di fuochi e lo stupore di chi vi partecipa; e poi i profumi inebrianti della carne arrosto, le bancarelle illuminate a festa e gli stornelli della musica popolare tra balli e canti. Appuntamento dunque da vivere solamente tramite schermo, domenica 16 gennaio a partire dalle 20:30 in contemporanea su Telenorba, Antenna Sud e Telerama.

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