Colonne greco romane.

Pochi giorni fa l’incontro di “Archeologia Subacquea” tenuto a Torre Chianca. In contemporanea, continua il focus di approfondimento sulle bellezze nascoste del nostro mare. Questa volta è il turno delle colonne greco – romane.

a cura di Annairis Rizzello

Nei pressi di Torre Chianca o di Santo Stefano, a circa 5 metri di profondità e a meno di 100 metri dalla costa, sono depositate sul fondo sabbioso, 5 colonne greco-romane monolitiche, risalenti al Il secolo d.C. Sono visibili e fanno parte della Zona C dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo.

Appartengono ad un’imbarcazione proveniente dall’isola greca di Eubea, nel mar Egeo. Al suo interno svariati tipi di manufatti, oltre alle colonne in questione di marmo cipollino. Esse sono lunghe 9 metri con un diametro che oscilla tra i 70 centimetri e il metro. Sono originarie delle cave di Karystos, luogo molto caro ai romani, i quali erano soliti ricavarne abbondanti giacimenti di marmo.

Anfore e laterizi custoditi presso il Castello Aragonese di Taranto.

In che stato le troviamo oggi? Organismi incrostanti come le alghe verdi e qualche spugna, hanno preso il sopravvento. È un peccato che del relitto (vittima di un violento nubifragio) riemerso nel 1960, oggi, rimangano solo le colonne. Per quel che concerne anfore e laterizi, ritrovate in tale sito archeologico, sono custodite nel Castello Aragonese di Taranto.

È possibile raggiungere la zona via mare, dato che non mancano le imbarcazioni di professionisti durante il periodo estivo; oppure prendendo come riferimento la torre, attraversando l’insenatura, si può compiere l’ultimo strappo a nuoto. Il valore storico è indiscutibile e il tutto è facilitato da un percorso accessibilissimo.

Procurarsi maschera e pinne ed attendere il momento in cui il mare non è agitato. Completerà l’opera l’acqua cristallina che si lascia penetrare anche ad occhio nudo; per i meno avvezzi alle incursioni subacquee, passandovi in barca lo spettacolo è comunque garantito.

E come rimarcato in apertura, precisamente lunedì 27 settembre Torre Chianca ha ospitato l’evento “Un tuffo lungo 3000 anni, Archeologia Subacquea a Porto Cesareo”. Oltre la presenza del primo cittadino Silvia Tarantino e del direttore di AMP Paolo D’Ambrosio, punto nevralgico della serata la ricostruzione in 3d di quel che resta delle colonne romane. Il tutto a cura di Italo Spada e Rita Auriemma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *