Lorenzo Peluso, Porto Cesareo, deceduto a soli 26 anni per un male neurologico irreversibile.

a cura di Alessio Peluso

La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a sé stesso riguardo a ciò che ha visto…” Affidiamo l’apertura del nostro editoriale alle parole di Pablo Picasso, poiché dipingere con le parole quanto accaduto nella nostra Porto Cesareo nel mese di aprile è alquanto arduo. Storie da cuori infranti, perduti e distrutti dal dolore. Vite spezzate, e la forma plurale è voluta, ripensando alle numerose vittime che prematuramente hanno lasciato la nostra comunità: da Jonathan Indirli a Matteo De Pace, passando per lo stesso Stefano Peluso.

E a questo triste elenco si aggiunge il 26 enne Lorenzo Peluso. Una battaglia breve, cruenta, durata qualche settimana al “Vito Fazzi” di Lecce, nel disperato tentativo di combattere un male neurologico, poi risultato irreversibile. Sono stati giorni di trepidazione, in cui ogni minimo segno di miglioramento era accompagnato dalla speranza di potercela fare. Si sono susseguite con frequenza inviti alla preghiera per i credenti, molti altri invece preferivano appellarsi al suo sorriso e alla voglia di godersi la vita che ha sempre accompagnato Lorenzo Peluso.

Tutto vano. Domenica 25 aprile nella mattinata, trapela la notizia del decesso e Porto Cesareo si stringe in un forte abbraccio, nei ricordi e al conforto da prestare alla madre Stefania e al padre Sergio, ai fratelli Donatello e Stefano. Ma cosa ha caratterizzato Lorenzo nel suo pur breve percorso di vita? Nato il 25 maggio 1994 e diplomato al “Nicola Moccia” di Nardò nel settore Alberghiero, ha fatto del mare una delle sue più grandi passioni, sia quando si trattava di godersi piacevoli giornate in compagnia dei suoi amici, sia quando si doveva lavorare in pescheria.

Un mix esplosivo di altruismo e spontaneità, che è logica conseguenza della donazione degli organi nel post – decesso da parte della famiglia. E così lunedì 26 aprile, giorno dei funerali, si susseguivano fiori ad abbellire il sagrato “Don Marzio Strafella”, striscioni con il suo nome, mongolfiere che volavano nel cielo e dediche musicali. Qualche giorno dopo l’omaggio speciale arriverà dalla curva nord del Lecce, con cori ed un lungo applauso.

Porto Cesareo, Sagrato “Don Marzio Strafella”, nel giorno del funerale.

Ora è il momento del silenzio e della nostalgia, ma soprattutto del conforto alla famiglia e ai tanti cuori infranti, che affidiamo alla breve riflessione del parroco di Porto Cesareo, Don Antonio Bottazzo:

Ogni volta che un giovane della nostra comunità ci lascia (e sono stati tanti) si scrivono nella nostra mente e nel nostro cuore tanti interrogativi. Perché è successo? Perché proprio a lui? Anche se è doloroso affermarlo questi eventi diventano profezia. Stranamente gettano una luce sul nostro percorso, soprattutto quando guardiamo alla personalità e alla freschezza del carattere del giovane defunto. Nel caso di Lorenzo, la sua semplicità e generosità ha tracciato dei percorsi per aiutarci a vivere questo tempo che a noi resta”.

LORENZO PELUSO: LA POSTA DEI LETTORI

La Redazione

Nel raccontare quanto accaduto a Porto Cesareo il 25 aprile 2021, con la morte del giovane Lorenzo Peluso, abbiamo deciso di raccogliere i pensieri dei familiari (a cui va il nostro cordoglio) e degli amici.

Lorenzo mio, dono prezioso, luce e amore della tua famiglia. A chiunque ti ha conosciuto hai lasciato gioia, cuore e tanti sorrisi. (Stefania Spagnolo, la madre)

Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai sprigionato continueranno a sostenerci nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. (Cinzia Spagnolo, la zia)

Nonostante fossi ancora un ragazzino, eri capace di sorprendermi col tuo senso di responsabilità e per l’attaccamento sincero alla famiglia. Manchi terribilmente Lorenzo mio. (Jerry Spagnolo, lo zio)

Ciao Lorenzino, sono arrivato alla conclusione che averti accanto e viverti era scontato, era un’abitudine, per poi capire che persona eri dal cuore grande e sempre un passo avanti! Eravamo l’uno per l’altro e lo saremo per sempre. Ci rivedremo, ciao C.M. (Matteo Paglialunga)

Lorenzino per me è stato un esempio di vita. Sapeva amare! Un ragazzo straordinario pieno d’amore e gioia. Forse il suo scopo era quello di unire tutti noi. Il suo ricordo è ancora vivo e resterà tale per sempre. (Danilo De Pace)

Lorenzino mio, sei stato un amico meraviglioso, un ragazzo sempre con il sorriso. Mi dispiace di non averti potuto dare l’ultimo saluto. Sarai per sempre il mio amico, un bacio fin lassù! Te ogghiu bene! (Emanuele Conte)

Sei e sarai sempre parte di me e del mio cuore. (Lara Timo)

Se dovessi associare la parola gioia ad una persona, la prima che mi viene in mente è Lorenzo. Ogni qualvolta lo incontravi ti regalava frasi dolci e sapeva strapparti un sorriso. Un ragazzo pieno di vita e il suo modo di essere sarà sempre esempio da portare avanti! (Mattia Iaconisi)

Perdere un amico è come perdere un pezzo di cuore. Ma come mi dicevi tu “amu scire annanzi sempre”. Ti voglio bene amico mio! (Marco Muci)

Non ci saranno mai abbastanza parole per poterti descrivere e non basterà una vita per dimenticarti. Nella nostra sei entrato inaspettatamente e in pochissimo tempo ci hai conquistato. Vogliamo tenere vivo il ricordo di te raccontando chi eri, dello splendido sorriso che ti contraddistingueva, dei nostri momenti e dell’affetto incondizionato che sapevi donare. La tua assenza non si accetta e fa male al cuore. Ti ameremo per sempre zio Lorenzo. (Mimmo Persano e Beatrice De Lorenzis)

Un pensiero su “LORENZO PELUSO, CUORI INFRANTI.”
  1. Sei stato per me un’amico,la mia famiglia,il mio faro,la mia luce,la mia speranza,sei stato vita per me….e sempre lo sarai…! Mi manchi….zia vale

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