Luigi Greco

Iniziata più di un anno fa la ricerca relativa a quella lapide immersa nella radura. Era il fratello di Angelo Greco, noto per la sua storica edicola e la passione per la pesca.

a cura di Alessio Peluso

Viale dei Bacini a Porto Cesareo è una via trafficata, non solo per il passaggio delle macchine, ma soprattutto per lo splendido contesto. Mare cristallino che nei giorni ventosi accarezza gli scogli, viali di terra attraversabili a piedi lungo i quali si incontrano, soprattutto in primavera – estate turisti che godono del sole e del meraviglioso panorama.

Ed è proprio imbattendomi su quei sentieri che ricoperto dall’erba più alta del solito, intravedo una lapide grigia, scolorita dagli agenti atmosferici. Su di essa un’incisione, poco visibile e in cima una piccola croce. Dopo varie ricerche riesco a risalire al nome dello sfortunato deceduto, Luigi Greco. È il fratello del noto Angelo Greco, titolare della storica edicola in Via Monti.

Passo a trovarlo e lo trovo come spesso capita in tenuta da pesca, cappellino, jeans e impegnato a cucire le reti. Basta un accenno ed inizia il racconto, un accorato ricordo. È il 1936 quando nasce Luigi Greco, figlio di Greco Giuseppe e Lucia Rizzello. Una famiglia che vive di pesca come gran parte del territorio di Porto Cesareo.

Giuseppe è un bravo pescatore, Lucia un’attenta casalinga che per aiutare la famiglia lavora come contadina presso l’Ente Riforma. Nel 1950 Giuseppe prende la tubercolosi e non è più in grado di lavorare. Un amico di famiglia originario di Guagnano, li aiuta ad aprire la prima edicola a Porto Cesareo. È ubicata dal 1950 al 1965 dove adesso si trova oggi la nota Pizzeria da Antimo.

Dalla prima edicola alla tragedia di Luigi Greco.

I primi giornali, le riviste e i primi introiti utili alla famiglia. Oltre a Luigi e Angelo, anche Teresa, Carmela, Anna ed Antonietta, completano il quadro familiare. C’è da lavorare e sopperire alle difficoltà di papà Giuseppe, che non può più pescare sulla sua storica barca Vittoria.

Lapida di Luigi Greco

Ma nel 1955 accade l’imponderabile. Luigi ha solo 19 anni, è un giovane alto circa 1,70, capelli ricci ed occhi celesti. Ha una grande passione per le moto, in particolare per la Guazzoni, di proprietà di un fidanzato di una delle sorelle. Un giorno, precisamente il 31 dicembre 1955, la prende in prestito.

Troppo forte la tentazione per resisterci. Esce da casa ed incontra l’amico Pierino Colelli. Ne segue una gara tra amici, tra le strade ricolme di pietruzze, polvere e l’inesperienza al comando di una moto di quel calibro. Così la curva in prossimità dell’attuale Kalura è fatale.

Sbalza via violentemente e con la testa finisce nella scarpata. Inutili i soccorsi e la corsa in ospedale. Luigi muore sul colpo a soli 19 anni. Seguirà lo straziante corteo funebre tenuto da Don Lorenzo Marzio Strafella.

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