Madonna del Gonfalone a Tricase.

Viaggiare nel Salento significa anche scoprire e andare alla ricerca di luoghi sacri e affascinanti allo stesso tempo. Anche la Madonna del Gonfalone di Tricase, risalente al IX secolo conserva una bellezza unica nel tempo.

a cura di Vanessa Paladini

La cripta basiliana della Madonna del Gonfalone a Tricase si trova all’interno della roccia tufacea. Da sempre è identificabile come un luogo, dove la sacralità è d’obbligo. E’ relativo all’IX secolo ed è collegato all’Abbazia di Santa Maria del Mito. L’ambiente ipogeo è veramente enorme e si dirada attorno ad un vano centrale di forma quadrata. Esso lo si nota anche dall’esterno, in particolare con una struttura arricchita da un inconfondibile campanile a vela.

La volta è sostenuta da ben 19 colonne dalle forme irregolari, mentre l’altezza di riferimento del soffitto oscilla ed è di poco superiore ai 2 metri. Il colonnato è in muratura, mentre sono ancora presenti pilastri datati nel tempo che culminano nel banco roccioso. Dietro l’altare principale possiamo intravederne uno a credenza con quel che rimane di alcuni affreschi. Essi si riferiscono al momento in cui Cristo intraprende la via del Calvario, oltre ad una Crocifissione.

La lunetta frontale invece si distingue con la presenza di un altro affresco in cui riaffiora il momento della Crocifissione, con la Vergine assieme all’apostolo prediletto, San Giovanni. Sul lato sinistro rispetto all’altare principale, spiccano altre raffigurazioni importanti come quelle di Maria Maddalena, SS. Barbara e Lucia e una particolarissima dormitio Virginis.

Scena cruenta tratta dai Vangeli apocrifi.

La parte sottostante della scena, secondo il Fonseca risalirebbe al XVI sec. Guardando in basso si nota la scacchiera sul pavimento assieme ad un angelo che sfodera la sua spada; con l’arma ha appena tagliato le mani ad un’immagine caratterizzata da un copricapo e che si trova in ginocchio, al suo cospetto. La rappresentazione è il frutto dei vangeli apocrifi in cui secondo la tradizione un sommo sacerdote cerca di prendere con sè il corpo della Vergine.

Nelle differenti versioni, chiunque provi a compiere tale gesto è colpito da un male alle mani anomalo; quest’ultime rimangono incollate al corpo della Vergine. I vangeli però raccontano anche la possibilità di redenzione, a patto che l’assalitore riconosca la fede in Cristo e nella Madonna. L’obiettivo di questo racconto è far capire che non ci si può accostare ai misteri dell’oltre tomba con curiosità poco edificanti.

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