Martina Guardia di Polizia Porto Cesareo

Uno strazio a cui partecipa l’intera comunità Cesarina. Era il 25 gennaio del lontano 1956.

a cura di Alessio Peluso

Siamo a cavallo tra i postumi della Prima e l’orizzonte della Seconda Guerra Mondiale. L’umanità intera versa in grosse difficoltà, figuriamoci una realtà piccola come Porto Cesareo, dove le strade sono ancora dissestate. Essere un bravo contadino o pescatore è uno dei pochi modi per sopravvivere e sfamare la famiglia.

Le case sono lontane anni luce da quelle che noi viviamo adesso, con la fioca luce di una candela a farla da padrona, servizi igienici spesso mancanti; il freddo ad avere la meglio nelle rigide sere d’inverno, gli spostamenti affidati a cavalli, asini o biciclette.

È in questo contesto storico così complicato che il 2 gennaio 1933 nasce Carmelo (Uccio) Martina. E’ un bambino come tanti altri, con sogni da coltivare e realizzare, nonostante tutto. I genitori Cosimo Martina e Maria Apollonia Orlando lavorano duramente.

Da una parte il padre impegnato a curare le proprie terre in zona “Li Curti Russi” e “Il Poggio”; dall’altra una madre premurosa che deve accudire al meglio i propri figli. Ben presto Carmelo inizia a fare le proprie scelte e a capire dove indirizzare la propria vita; infatti, come confermato da Anna Varratta, sua fidanzata, il sogno di Carmelo era quello di intraprendere una carriera militare importante.

Martina Guardia di Polizia a Roma

Il sogno di Martina si avvera quando Diviene Guardia di Polizia, ma la tragedia è dietro l’angolo.

La prima chiamata avviene per il servizio di leva obbligatorio in Marina della durata di due anni. È il preludio a quello che avverrà qualche anno dopo, precisamente il 25 gennaio 1956. Martina è arruolato ufficialmente come Guardia della Polizia di Stato, Reparto Celere. Ha coronato il suo sogno e si trasferisce nella capitale, a Roma.

La favola dura poco e il 31 ottobre dello stesso anno, accade l’irreparabile. Carmelo è nella camionetta con altri colleghi, al fine di intervenire e sedare una manifestazione, ma una pozzanghera d’acqua, fa perdere il controllo del mezzo all’autista; solo lo sfortunato giovane sbalza fuori dall’abitacolo, dopo il violento impatto contro un palo dell’illuminazione. È la fine. Carmelo lascia questo mondo, la sua famiglia e gli amici più cari a soli 23 anni.

A darne il triste annuncio ai genitori Cosimo e Maria, ci pensa Gino Saracino, allora proprietario di una pescheria, che si trovava di fronte alla casa della famiglia Martina, ubicata all’interno dell’attuale Bar Mario. Ad assistere ai funerali di stato a Roma saranno il papà Cosimo e Giuseppe (Pippi) Martina, il fratello maggiore; anche Porto Cesareo onorerà Carmelo, con una celebrazione che coinvolse l’intero paese.

Struggente il ricordo di Fernando Martina, il fratello minore, che al tempo aveva solo 8 anni:” Ricordo relativamente poco di quel periodo, essendo ancora un bambino. Solo un particolare è rimasto impresso nella memoria. Ogni volta che con mio padre si andava verso i terreni del Poggio, si passava inevitabilmente dal cimitero, e vi lascio immaginare le lacrime e lo strazio.

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