Covo di Mozart, la sede.

a cura di Alessio Peluso

Così durante queste sessioni, nasce il sodalizio con il batterista Andrea Spagnolo, con il quale decide di fondare una band. E ad imprimere una svolta decisiva ci pensa una vecchia cassetta dei Metallica, prestata dal vocalist Gianni Iaconisi. Marco Petrelli comprende che la sua strada è la musica e a partire dall’età di 17 anni, comincia ad insegnare il suo amato strumento a sei corde, mentre nel frattempo comprende che il Conservatorio non è la strada da percorrere.

Ad aprire nuovi orizzonti invece, è l’iscrizione all’Università della Musica, a Roma: saranno due anni cruciali, nei quali amplierà le sue conoscenze e competenze musicali. Intanto le lezioni private vanno a gonfie vele e un sogno si affaccia prepotente nel cuore di Marco: aprire una scuola di musica a Porto Cesareo. Provvidenziale risulta l’incontro con la flautista Anna Lucia Albano e Maria Pia Calogiuri, con una grande passione per il pianoforte.

Entrambe saranno figure importanti per tramutare il sogno in realtà. Marco, intanto, con i suoi amici Paolo Calcagnile ed Italo Minnella, provvede alla formazione della sala prove, in maniera del tutto originale. È il novembre 2011, quando la prima scuola di musica cesarina prende il via, e il suo nome sarà tratto dalla via in cui è situata: nasce ufficialmente il “Covo di Mozart”, con corsi che comprendono chitarra, basso, batteria, piano e canto.

È un successo, certificato dal boom di iscrizioni registrato durante l’anno inaugurale. Seguiranno iniziative e collaborazioni rilevanti, a partire dalla I e II Edizione del “Concorso Canoro” per bambini, con la preziosa collaborazione di Barbara Paladini e della Ludoteca “Bim Bum Bam”; vari saggi proposti con la scuola di ballo di Cristina Parente e manifestazioni presso la palestra “Egizia Club”. Ora il Covo di Mozart ha compiuto il suo decennio di vita, tra professionalità e buona musica. È così che quella voglia di osare e sognare, che ha contraddistinto Marco Petrelli, è divenuta una realtà stabile della nostra comunità. (leggi la prima parte)

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