NBA: Michael Jordan, uno dei campioni più amati di sempre.

a cura di Loris Peluso

Sono passati quasi 75 anni dal 6 giugno 1946, la data più significativa della storia della pallacanestro. Il giorno in cui in quel di New York nacque la BAA (Basketball Association of America), che solo tre anni dopo venne ribattezzata NBA (National Basketball Association), la lega di basket più famosa di sempre. Tutto partì dall’incontro tra i proprietari delle principali arene sportive degli States, nonché imprenditori di elevata caratura.

Prima di allora non si era mai puntato seriamente sul gioco della “palla a spicchi” e la scelta di scommettere su questo progetto alla lunga ha certamente pagato. La gara passata agli annali come la prima di questa nuova lega, svoltasi nel novembre del 1946, è quella tra Toronto Huskies e New York Knickerbockers. Nel corso del tempo è cambiato davvero molto all’interno della NBA: dall’aumento fino a 30 franchigie partecipanti, passando al modo di giocare la pallacanestro, fino alla modifica delle regole.

Trieste 1985: Michael Jordan dopo aver messo a segno l’ennesima schiacciata, vede frantumarsi il vetro del tabellone.

Il basket è oltretutto uno degli sport in cui le statistiche e le percentuali hanno realmente una loro rilevanza e in cui si tiene conto di ogni minimo dettaglio, legato ad ogni singolo aspetto del gioco. L’ultimo record infranto è quello relativo al numero di triple doppie realizzate in carriera (doppia cifra nella stessa partita in punti, rimbalzi ed assist), frantumato da Russell Westbrook con la 182° tripla doppia realizzata il 10 maggio 2021 nella partita contro gli Atlanta Hawks.

Il grande dibattito che però ha accompagnato questi 75 anni di NBA, è quello legato al cosiddetto GOAT, miglior giocatore di sempre. Questa è una discussione che divide tuttora gli appassionati, tra chi perse la testa negli anni ’90 per l’iconico Michael Jordan, chi negli anni 2000 per Kobe Bryant e chi negli ultimi anni per “Il Re” LeBron James. Ma, parallelamente all’amore per i campioni di sempre, continuano le emozioni e le evoluzioni in NBA, anche a 75 anni di distanza.

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