Apocalisse Cesarina, novembre 2019.

a cura di Annairis Rizzello

In serata una pioggia leggera che con il passare del tempo diventava sempre più violenta. Il vento soffiava forte e la pioggia era incessante che quasi non si distingueva dalle onde alte all’interno del porto. Per i proprietari delle imbarcazioni non c’era più tempo da perdere, bisognava andare a controllare.  Le strade principali completamente allagate, diventavano torrenti per via della pendenza. Il tempo scorreva e le condizioni meteo non miglioravano, le raffiche diventavano sempre più forti tanto da far staccare un modo dalla darsena con tutte le imbarcazioni che vi erano attraccate.

Da lì, il vento imponente in direzione nord, portava con sé tutte le barche che trovava lungo il tragitto. Nel cuore della notte si avvicinava sempre più alla zona del luna park dove avrebbe potuto travolgere numerose barche attraccate a riva. Per fortuna non fu così. Si fermò poco prima, mentre il vento soffiava sempre meno e le onde si abbassavano. Nel frattempo però, le barche di piccole dimensioni quasi volavano sulle altre sino ad adagiarsi sulla banchina. I danni furono innumerevoli e sui visi dei presenti si leggeva impotenza e disperazione.

Era l’alba del 13 novembre 2019. Con le prime luci del sole risaltava ancor più evidente la devastazione. Il porto non era più lo stesso. Era il momento di mettere ordine, tutti aiutavano tutti per salvare il salvabile e iniziavano così i lavori di rimozione delle imbarcazioni o di ciò che ne rimaneva. Porto Cesareo si dimostrava così, ancora una volta solidale, nonostante la tempesta.

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