Ortelle, Madonna della Grotta, vista dall'interno.

a cura di Vanessa Paladini

Nella periferia di Ortelle ci sono due cripte, una interrata sotto la Cappella di San Vito e/o di Santa Marina (1776) e descritta dal De Giorgi come «scavata nel tufo, con le pareti dipinte a fresco; sciupata dalle intemperie e dalla incuria incuria degli uomini, fu convertita in ossario del vicino cimitero». L’altra ancora accessibile chiamata «Madonna della Grotta», ricavata in un masso tufaceo e sormontata da un piccolo campanile a vela.

Sebbene la zona Nord della cripta abbia subito dei crolli che hanno interessato in parte la volta con la distruzione di un’arcata, nella navata destra (presso l’ingresso) si può osservare ancora un affresco raffigurante alcune scene della Passione. Due sante reggono un drappo sul quale sono rappresentate, inscritte in tre cerchi, le seguenti scene: la flagellazione di Cristo, la sua crocifissione e la sua resurrezione.

Al di sopra del drappo è raffigurato il Padre con ai lati due angeli; nella parte inferiore si notano i nimbi di sei santi, i cui volti sono in gran parte scomparsi. Delle due sante invece, quella a destra è adornata da un copricapo, mentre in mano regge una chiave; la santa a sinistra ha una corona e stringe la palma del martirio. Questa singolare scena si rivela un unicum per stile e iconografia negli insediamenti rupestri del Basso Salento ed è realizzata con una fattura raffinata databile al XIII secolo.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato, per questo affresco in particolare, un legame con una delle “Sindoni” che in quegli stessi anni erano diffuse in Europa. Gli altri affreschi, di più rozza fattura e databili tra il XVII e XVIII secolo, sono situati sulla parete delle absidi. Si tratta di una Vergine in trono con Bambino e alcuni santi (uno forse S. Eligio) e Vescovi anonimi. Infine, un altro piccolo affresco è situato su uno dei pilastri dell’invaso e rappresenta una Trinità.

Nell’immagine in alto “Madonna della Grotta” vista dall’interno, un luogo ricco di fascino.

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