Pizzica Live con "I Calanti".

a cura di Alessio Peluso

Se dovessimo immaginare uno spettacolo musicale salentino capace di unire generazioni diverse, far dimenticare per qualche ora le ansie quotidiane e scaricare l’adrenalina, la risposta è unica: la Pizzica. Sì, quella meravigliosa danza tradizionale che richiama la donna dei campi coinvolta in un ballo sfrenato senza limiti, con l’uomo attratto, che ruota intorno, quasi come un soffio di vento.

E Porto Cesareo non ha fatto eccezione nella serata di mercoledì 21 luglio in Piazza “Nazario Sauro”, con la Pizzica – Live ad opera de “I Calanti”, gruppo originario di Ugento, appartenenti alla famiglia Colitti. La band è così composta: Mirco Colitti alla voce, tamburello, tammorra e nacchere; Daniele Colitti alla voce, tamburello, armonica e chitarra classica ritmica; Michele Costantini, voce e fisarmonica; Alberto Carratta, chitarra classica solista; Gianpiero Coppola al violino; Fabrizio Ricchiello tra cupa cupa, tamburello, violino muto e danza. Infine le due splendide ballerine Emanuela Capone e Anna Maria Manni.

Uno show a tutto tondo passando per i classici della tradizione salentina quali: “Lu core meu”, “L’acqua della funtana”, oltre alla nota “Aria Caddhipulina”. Uno spettacolo a colpi di tamburelli, chitarre e assoli di violino. E a tal proposito “special guest” della serata Francesco Arnesano, originario di Porto Cesareo, che per l’occasione si è unito alla band salentina.

Notevole il colpo d’occhio, con i posti a sedere sistemati nell’ottica della distanza di sicurezza prevista dai protocolli. La brezza e frescura serale, lo sgorgare della “Fontana della Sirena” con tanti turisti intorno e il suono psichedelico e coinvolgente hanno fatto il resto.

Pizzica – Live: “I Calanti” tra storia e tradizione”

Da dove nasce il termine Calanti? Tutto prende origine dal nome “nciurita”, modo con il quale si etichettavano personaggi del paese sia per il loro lavoro, ma anche per il modo di fare. La famiglia Colitti da sempre ha amato animare le piccole feste di quartiere in musica, tra balli, danze e canti. A capo della tradizione il nonno Antonio, che nonostante la stanchezza per il duro lavoro da contadino, non si faceva pregare nell’intonare “Donna calante mia”.

Da qui prende vita la nomea di “Ucciu Calante”, che si diffonde rapidamente e vede coinvolto Vincenzo, detto “Zi Nzinu” e i suoi fratelli. La passione per la Pizzica è dilagante, tanto da attrarre anche i nipoti. Così il 1998 è l’anno in cui si ufficializza la nascita de “I Calanti”, gruppo che porta in Italia e all’estero un culto sempre vivo e immerso nella tradizione salentina.

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