Autonomia di Porto Cesareo.

a cura di Dario Dell’Atti

Provate a pensare, come sarebbe stato strano se non a dir poco bizzarro, vedere all’ingresso della nostra marina la scritta che il titolo suggerisce! Il 16 maggio, nell’indifferenza quasi totale, ricorreva la giornata commemorativa dell’Autonomia Cesarina dal comune di Nardò. Il 1975 per la storia del nostro comune, e per quella di tutti noi, non può essere un anno come tutti gli altri. Mentre in Europa si combatteva la crisi del petrolio e in Italia veniva arrestato Luciano Liggio, il 16 maggio 1975 Porto Cesareo si scrollava definitivamente il potere neretino.

Questo giorno così importante è frutto di un lavoro assiduo e tenace di un gruppo di uomini capitanati da Raffaele Sambati, che riuscirono a proclamare il referendum del 1975. La voglia d’autonomia suscitata da questi uomini fece breccia nei cuori di (quasi) tutti i cesarini che unitisi in massa, manifestarono la loro esigenza di libertà. Il Referendum del 1975 anche se sembra qualcosa così lontana da noi, in un certo senso ha segnato la storia di tutti noi. Chissà, se sotto un altro comune Porto Cesareo avrebbe avuto lo stesso boom economico – turistico? Questo di certo noi non possiamo dirlo.

Sicuramente oggi possiamo prendere più coscienza di quelli che siamo, ovvero: “gente di Porto Cesareo” nativi di un paradiso terrestre ricco di mare storia e cultura che sta a noi difendere e valorizzare, sempre di più. Un ringraziamento speciale va al Comitato per l’autonomia municipale di Porto Cesareo: Raffaele Sambati (Presidente), Francesco Saracino, Salvatore Greco, Fiorentino Greco, Carmine Pietrarota, Giuseppe Rizzello, Rocco Durante, Giuseppe Colelli, Pietro Falli, Antonio Giaccari, Felice Greco, Antonio Greco, Sebastiano Greco, Giovanni Leanza, Vito Nestola, Pasquale Peluso, Remo Peluso, Biagio Perini, Santo Rizzello, Salvatore Rizzello.


AUTONOMIA DI PORTO CESAREO: DAL 1962 AL 1975.

a cura di Vanessa Paladini

La battaglia di Porto Cesareo cominciò nel 1962 ma il punto centrale della sfida si delineò solo l’anno dopo, quando attraverso la nomina dei componenti del Comitato, capeggiato da Raffaele Sambati, fu segnato l’inizio ufficiale del percorso che avrebbe portato all’autonomia. Proseguendo con tale obiettivo il comitato sviluppò un’azione di coinvolgimento dei parlamentari di tutti i partiti politici, eletti nel 1963, non risparmiando di predisporre documenti, manifesti per i residenti e lettere rivolte alle autorità.

Raffaele Sambati al centro, durante la “Sagra del pesce” a Porto Cesareo.

Nel giugno 1963 fu inoltre inviata una petizione al Ministero dell’Interno affinché l’iter autonomistico fosse accelerato. A cozzare con gli elementi indispensabili per ottenere l’autonomia c’era, però, il numero limitato degli abitanti della frazione. Nonostante ciò si perseguì l’attività promozionale del territorio, non solo attraverso la storica «Sagra del pesce», ma anche ottenendo alcune conquiste come la realizzazione di opere urbane, la bitumazione delle strade e il ripensamento della rete paesaggistica che doveva collegare Porto Cesareo a Punta Prosciutto.

Già nei primi anni ‘70, si respirava aria di autonomia e, infatti, a venire approvata il 22 aprile del 1972 fu la legge istitutiva del Comune di Porto Cesareo con l’esultanza di tutti i cittadini tra i quali primeggiavano Sambati, Durante e Campanelli. Il 16 Maggio 1975, fu emanata una legge regionale pubblicata poi sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia in cui Porto Cesareo era «comune autonomo» che «(…) noi di Porto Cesareo volemmo per aprirci meglio al nostro mare fonte di vita e di perigli, e per sentirci più stretti all’ubertosa terra, madre di messi e di ulivi».

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