Porto Cesareo - Monteroni, Achille Spagnolo tra i protagonisti

Per molti cesarini è il grande rimpianto. Il testa a testa tra Porto Cesareo e Monteroni nel 1968 – ’69, si decide sul filo di lana.

a cura di Alessio Peluso

Tante le formazioni che incrociavano il cammino dei Delfini: a partire da Lecce che aveva ben 4 formazioni in rassegna. Mec Lecce, Assi Lecce, Juventina Lecce e Silenziosi Lecce erano il poker dell’epoca. Curioso particolare quello dei Silenziosi, i quali essendo sordomuti, sembravano avere un agonismo fuori dal comune sul terreno di gioco e gli avversari ne avevano particolare rispetto.

Seguivano tante altre formazioni, quali Campi Salentina tra le più attrezzate per la vittoria finale, Veglie, Rivera Novoli, Leverano, Cino Copertino. E nei primi anni di vita il Porto Cesareo è già grande protagonista, in testa al suo raggruppamento. L’ultimo scoglio da superare era il Monteroni, distanziato di un punto in classifica, ma con la possibilità di giocarsi le proprie chance promozione tra le mura casalinghe.

I Delfini partono col piede pigiato sull’acceleratore e nella prima frazione di gioco sono avanti nel punteggio per 2 a 0, merito delle reti di Achille Spagnolo e Antonio Martina. È solo un’illusione, in quanto nella ripresa la sfida cambia completamente volto.

Secondo le varie testimonianze raccolte, un arbitraggio piuttosto discutibile, fa saltare letteralmente i nervi alla formazione cesarina e fioccano i cartellini rossi. Anselmo Muci, Sergio Ricciato e gli autori del doppio vantaggio vengono allontanati dal terreno di gioco, mentre i padroni di casa a seguito di tre calci di rigore ribaltano la contesa. Il 3 a 2 finale sa di beffa, difficile da accettare dopo una stagione al vertice. Il Monteroni sale in Seconda Categoria, al Porto Cesareo restano i rimorsi e i rimpianti più che mai vivi nell’animo di chi li racconta.

III Categoria – Classifica Finale stagione 1968 – ’69.

Monteroni 29 – 13 V, 3 N, 4 S

Campi Salentina 29 – 12 V, 5 N, 3 S

R. Squinzano 26 – 11 V, 4 N, 5 S

Porto Cesareo 25 – 10 V, 5 N, 5 S – 36 gol fatti, 26 gol subiti

Parola Carmiano 24 – 9 V, 6 N, 5 S

Arnesano 19 – 7 V, 5 N, 8 S

Mec Lecce 18 – 6 V, 6 N, 8 S

Pro Leverano 16 – 6 V, 4 N, 10 S

Veglie 14 – 4 V, 6 N, 10 S

Leccesport 12 – 3 V, 6 N, 11 S

Carmianese 8 – 2 V, 2 N, 14 S

In quegli anni la vittoria di ogni partita valeva 2 punti.

Anselmo Muci, Porto Cesareo
Nell’immagine Anselmo Muci, in varie occasioni anche capitano del Porto Cesareo.

Altre sfide importanti con Campi Salentina e Mec Lecce.

Nelle stagioni seguenti il Porto Cesareo non sarà protagonista come nelle precedenti. Riportiamo però alla memoria una delle vittorie più prestigiose ottenute in trasferta, sul campo del Campi Salentina. Sotto di un gol dopo pochi minuti di gioco, la partita si caratterizza per i numerosi falli e un ritmo spezzettato. Ancora una volta l’arbitraggio suscita l’ira dei cesarini, che almeno in quest’occasione mantengono la giusta lucidità per reagire nella seconda frazione di gioco. La riscossa è guidata dal solito Salvatore Rizzello, killer d’aria di rigore, per il momentaneo 1 a 1; a seguire il sorpasso firmato Achille Spagnolo e infine Oronzo Greco, detto “Sormani”, sigillano un 3 a 1 esterno di assoluto prestigio.

Altro episodio alquanto raro, che possiamo attingere dai racconti orali, è la partita di ritorno, in cui il Porto Cesareo era ospite del Mec Lecce, riceveva a sorpresa un mazzo di fiori. Questo gesto simbolicamente voleva essere un segno di riconoscenza, per l’atteggiamento corretto mostrato dai Delfini, tra le mura domestiche. Quindi non solo nervosismo esasperato, ma anche atteggiamenti che potremmo definire di fair – play, un’eccezione per gli anni ’60 e per il calcio in generale, vissuto spesso come una vera e propria guerra di nervi.

Nella foto di copertina Achille Spagnolo.

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