Crocifisso nella chiesa di Porto Cesareo, che si erge imponente.

a cura di Alessio Peluso

Entrando all’interno della parrocchia “Beata Vergine Maria del Perpetuo Soccorso” di Porto Cesareo, si è inevitabilmente attratti da un altare, dal quale spicca un crocifisso in legno, opera da considerarsi pregevole e di valore per la sua datazione storica. Esperti dell’Ispettorato di Bari hanno collocato quest’opera tra il 1300 e il 1400.

Il suo ritrovamento nel convento di Casole, a Copertino, è stato seguito dal trasferimento alla Chiesa dei Cappuccini e infine tra i Padri Domenicani, oggi identificabili nella parrocchia del S.S. Rosario. Il parroco del tempo Mons. Salvatore Nestola, ne fece dono a Don Lorenzo Marzio Strafella.

Lo stato del crocifisso al momento della donazione era compassionevole: un’enorme quantità di stucco copriva completamente l’immagine del Cristo, dal volto alle mani, fino ai piedi; sulla testa una corona di spine, su una folta chioma fatta di canapa che scendeva sulle spalle, mentre lo stucco era stato contaminato con il passare del tempo, da vernici che hanno rischiato di rovinarne l’opera.

Fortunatamente Don Marzio Strafella s’incaricò della restaurazione, come la vediamo oggi; la croce però fu cambiata in quanto non era più in grado di sostenere il peso. Nell’immagine si può notare il crocifisso, nella chiesa di Porto Cesareo, in tutta la sua bellezza artistica.
Fonte: “Storia delle Chiese in Porto Cesareo”, a cura di Antonio Alberti

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