Santa Croce Lecce.

Il simbolismo di Santa Croce a Lecce, che legami ha con la battaglia di Lepanto, simbolo della vittoria dei cristiani sui miti pagani?

a cura di Vanessa Paladini

Gli studiosi Calvesi e Manieri Elia hanno collegato il simbolismo di Santa Croce alla vittoria di Lepanto e al trionfo del cristianesimo sui miti pagani. Il tema dominante sarebbe dunque quello della Croce vittoriosa sui miti e sulla protervia dei pagani. Questa allusione si evidenzierebbe nei tredici telamoni che fanno da mensola alla loggia del secondo piano della basilica.

L’antica simbologia dei leoni stilofori che alludono alla bestialità e al male soggiogati è rintracciabile tra le tredici mensole, assieme al grifone, all’aquila, al drago (immagini di orgoglio e mostruosità) e alla lupa romana. Anche altri animali possono collegarsi con la vittoria della Lega a Lepanto: il grifo (emblema di Genova); la lupa con i gemelli (simbolo di Roma); Ercole con la pelle di leone (emblema mediceo del Granduca di Toscana); l’orso degli Orsini e il cavallo (simbolo dell’Europa intera).

Analogie riscontrabili anche sulle colonne.

Il riferimento a Lepanto però si può leggere anche in altri elementi presenti sulla facciata di Santa Croce. La colonna ad angolo ingabbiata all’interno di un pilastro potrebbe essere considerata come una sorta di reliquia, emblema di vittoria e riconducibile alla colonna di fuoco apparsa nel cielo di Lepanto a guidare l’armata cristiana.

Al significato di colonna si allaccia il paganesimo e a quello del pilastro la virtù cristiana della Fortezza. La colonna potrebbe anche essere un omaggio, a circa cento anni dall’evento, ai martiri di Otranto. A comparire in Santa Croce sono anche i melograni, simboli di martirio.

La successione poi di cinque ovuli farebbe pensare al tema del rosario (cinque grani rossi, riferimento alle piaghe del Cristo in croce) e alla festa istituita in onore della Madonna del Rosario proprio dopo la battaglia di Lepanto.

Esiste un legame diretto tra Lepanto e Lecce che risale alla fondazione della città salentina. L’Idomeneo, proveniente da Creta, si sarebbe salvato proprio in quel golfo che avrebbe poi segnato la salvezza della cristianità, secondo il racconto del Ferrari, Apologia paradossica della città di Lecce.

Fonte: Marcello Fagiolo, Introduzione a Santa Croce. L’ “ordine prigioniero” e l’ “ordine atlantico”. L’esaltazione della Croce e della Gerusalemme Celeste, pp. 79-90.

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