Santa Maria del Paradiso a Racale.

Dopo la demolizione dell’antica chiesa di San Giorgio, successivamente si ritrovarono quattro preziosissimi affreschi.

a cura di Vanessa Paladini

A breve distanza dal castello e dalle antiche mura urbiche di Racale, sorge la chiesa di Santa Maria del Paradiso. L’edificio, a navata unica, datato XII-XIII secolo, ha subito numerosi rifacimenti e manomissioni; già agli inizi del XVI secolo fu ampliato, dopo la demolizione dell’antica chiesa di San Giorgio di Racale.

Nel 1743, a seguito di un terremoto, assunse l’attuale morfologia barocca con rifacimento della facciata, del vano absidale e della copertura. Solo nel 1990, in occasione di un restauro promosso dalla Parrocchia, si riportarono alla luce quattro interessanti affreschi riconducibili alla facies tardo – medievale della chiesa. Un lacunoso san Leonardo abate, sant’Elia, Imago Pietatis e Crocifissione di Cristo.

Santa Maria del Paradiso: l’affresco del profeta Elia.

Gli ultimi tre ascrivibili al I – II quarto del 1400. Di alta qualità è l’affresco del profeta Elia, identificabile dal titulo latino ELIAS, rappresentato come un vegliardo, a figura intera con fluenti chioma e barba bianche. Il suo lungo mantello marrone è impreziosito da una fodera gialla che si contrappone al rosso della tunica. Con la mano sinistra dispiega un cartiglio, mentre con la destra ne indica all’interno una lacunosa iscrizione in caratteri latini.

Nell’immagine l’affresco del profeta Elia.

Si tratta, secondo la lettura paleografica di Antonio Serio, di una iscrizione datata XIII-XIV secolo. Lo stesso studioso asserì che il particolare degli occhi stretti e allungati del Profeta fosse un tratto distintivo della tradizione artistica bizantina locale. Per Sergio Ortese invece si tratta di una “cifra” stilistica di chiara derivazione giottesca, ampiamente diffusa nei maggiori cantieri quattrocenteschi della regione.

Alcune curiosità – N. d. R.

Nonostante il violento terremoto qualcosa riuscì a passare indenne quel terribile frangente. Si tratta della vicina torre con il campanile che si colloca a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria del Paradiso. Al suo interno sono visibili anche una particolarissima collezione di preziose monete, legate all’antica Roma, Venezia e Bisanzio. Assieme ai ritrovamenti di natura archeologica legati al momento della ricostruzione, vi è un’aerea museo adibita per i visitatori.

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