Sant'Alfonso e il terremoto di Foggia.

La Redazione

Nato in quel di Napoli nel settembre 1696, Sant’Alfonso, figlio di Don Giuseppe de’ Liguoro, ufficiale della marina militare, e di Anna Maria Caterina Cavalieri, ha radici a Brindisi. Sin da piccolo dimostra talento e predisposizione allo studio. Si iscrive all’Università di Napoli e a soli 16 anni consegue già il dottorato. Prima avvocato, poi giudice, infine le prime delusioni professionali.

Questo spinge Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a lasciare tutto e seguire la sua vocazione. Anche contro la volontà del padre, diviene sacerdote a soli 30 anni. L’evangelizzazione e la capacità di coinvolgere i fedeli è un’attitudine innata. Così nonostante qualche screzio con il padre e le autorità del tempo prosegue il suo cammino.

Terremoto a Foggia nel 1731: il miracolo di Sant’Alfonso ridona speranza.

È il 1731 quando la città di Foggia è alle prese con un terribile terremoto. Crolla tutto, le vittime superano quota 2000 e il nord Puglia è in ginocchio. La reazione dei fedeli è l’allontanamento da quei posti che tanta paura hanno generato. Il 30 novembre dello stesso anno Sant’Alfonso continua la sua missione nella chiesa di San Giovanni Battista, quando un fascio di luce improvviso lo porta ad innalzarsi al cospetto dei tanti fedeli presenti. Questo momento è immortalato all’interno della Cattedrale di Foggia. Diventa il simbolo di una nuova speranza e ripartenza.

L’anno seguente lascia Napoli e nel 1734 finalmente nasce la Congregazione del Santissimo Redentore. Non mancano i cavilli burocratici, ma la formazione da avvocato permette al Santo di vincere anche questa battaglia; e nel 1749 arriva l’approvazione definitiva di Papa Benedetto XIV. Oltre che valido scrittore è un eccellente compositore. Celebre nel mondo “Tu scendi dalle stelle”, durante il periodo natalizio.

Intanto nel 1762 si ritrova forzatamente vescovo presso la diocesi Sant’Agata de’ Goti, proprio nel periodo in cui Napoli combatte la carestia. Anche qui dimostra la sua caparbietà e saggezza, aiutando una popolazione alle corde, con il prezzo del pane arrivato a cifre astronomiche. Nel 1775 abbandona il ruolo di vescovo a causa di un’artrite che gli piega la schiena. Si spegne il 1° agosto 1787 presso la casa dei Redentoristi a Nocera dei Pagani. È dottore della chiesa dal 1871, per volontà di Pio IX.

Immagine di copertina dedicata a Sant’Alfonso, che durante il terremoto di Foggia, levita verso il cielo.

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