Motori acqua bike in azione nel mare di Porto Cesareo.

a cura di Stefano Colasso

“La vita è correre. Il resto è soltanto attesa …” ricordava Steve McQuenn. Se ne sarà accorto anche il pubblico di Porto Cesareo e dintorni meravigliato e affascinato dalla prima tappa del Mondiale di Acqua Bike. Tra il 2 e 4 giugno nello specchio d’acqua antistante la riviera di Levante, in quella che è l’unica zona franca dell’area marina protetta, uno spettacolo unico: 110 i riders partecipanti, con al seguito 220 persone dei vari team, provenienti da 27 nazioni e per la prima volta in Italia piloti cinesi, australiani e statunitensi.

Gare mozzafiatanti intervallate dal freestyle, dove i piloti si sono cimentati in acrobazie e salti da far strabuzzare gli occhi. Tra gli italiani in grande evidenza nella categoria Runabout Gp 2 Mattia Fracasso diventato campione del mondo dopo tre prestazioni eccezionali nelle 3 gare disputate, con un totale di 75 punti, seguito da Ali Allanjawi degli Emirati Arabi Uniti e dall’altro connazionale Giorgio Viscione, terzo a quota 45.

Altra soddisfazione per il medagliere italiano è giunta da Roberto Mariani, che con le sue pirotecniche esibizioni nella specialità freestyle agguanta un meritato 3° posto, al cospetto degli inarrivabili fratelli Rok e Nac Florjancic. Nella categoria regina, il Runabout Gp1, con bolidi capaci di raggiungere i 160 Km orari, il campione del mondo in carica Yousef Al Abdulrazzaq del Kuwait mette in fila l’intero gruppo, seguito dallo svedese Lars Akerblom e dall’ungherese Gyorgy Kasza. La manifestazione “Acqua Bike” si è chiusa così tra l’entusiasmo di migliaia di appassionati e l’apoteosi finale durante le premiazioni.

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