Immagine simbolo del primo lockdown, partito il 9 marzo 2020.

a cura di Alessio Peluso

È il 9 marzo 2020. Molti di noi sono in casa, così come ci è stato raccomandato. Si attende con particolare patos il nuovo decreto straordinario, con tutte le nuove indicazioni da parte del Presidente del Consiglio Conte. Si realizza quello che era trapelato nelle ultime indiscrezioni e che trova conferma nelle sue parole:

I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e sub intensiva e dei deceduti. Le nostre abitudini, quindi, vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito. E ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti. Un provvedimento che possiamo sintetizzare con l’espressione io resto a casa!” L’annuncio del Premier certifica che l’Italia è ufficialmente zona rossa e che lo stato di emergenza è globale.

Ovviamente valgono le raccomandazioni che più volte gli esperti ci hanno fornito:  in primis uscire solo per motivi importanti quali lavoro o salute, ma soprattutto evitare gli assembramenti di persone. Ognuno sarà chiamato a un maggior senso di responsabilità verso sé stesso e verso gli altri.

Per cui per un po’ saremo costretti a rinunciare alle nostre abitudini: bere un caffè in larga compagnia, organizzare mega aperitivi, andare al cinema, partecipare a concerti, eventi teatrali o giocare a calcetto. In alternativa potremo riscoprire il piacere dello stare in famiglia, i genitori più liberi dal lavoro potranno dedicare più tempo ai loro figli, rivedere vecchi dvd delle più famose serie tv, leggere un buon libro e magari tornare a scrivere una poesia, un racconto o una favola a lieto fine. E questo ce lo auguriamo veramente tutti.

L’immagine in alto inizierà a circolare con frequenza sulla rete, a distanza di pochi giorni dal 9 marzo 2020.

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