Tipologie di cancro

a cura di Vittorio Falli

Non si può parlare di un’unica malattia chiamata cancro, ma di diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e distinte, che colpiscono organi e tessuti differenti, che richiedono quindi esami diagnostici e soluzioni terapeutiche particolari. Si può dire che ad un certo punto, una cellula dell’organismo “impazzisce”, perde alcune proprietà, ne acquisisce altre, e comincia a moltiplicarsi al di fuori di ogni regola. All’interno di ogni cellula esistono in realtà dei “geni controllori” destinati a impedire che una cellula “sbagliata” possa sopravvivere dando magari origine a un tumore. Perché il processo tumorale si inneschi bisogna che anche questi geni di controllo siano fuori uso.

A causa di questo “guasto” nel meccanismo che ne controlla la replicazione, le cellule si dividono quando non dovrebbero e generano un numero enorme di altre cellule con lo stesso difetto di regolazione. Sia le cellule di un tumore benigno sia quelle di un tumore maligno tendono a proliferare in maniera abnorme ma, e questa è la differenza fondamentale, solo le cellule di un tumore maligno – in seguito ad ulteriori modificazioni a carico dei geni – tendono a staccarsi, a invadere i tessuti vicini, a migrare dall’organo di appartenenza per andare a colonizzare altre zone dell’organismo. Il tumore benigno rimane dunque limitato all’organo in cui si è sviluppato, mentre il tumore maligno – nel corso di un processo che può avere una lunghezza estremamente variabile e che dura in genere anni – estende la malattia ad altri organi, fino a colpire e compromettere organi vitali quali il polmone, il fegato, il cervello.

Questo processo prende il nome di metastatizzazione e le metastasi rappresentano la fase più avanzata della progressione tumorale, oltre che la causa reale dei decessi per cancro. Nella stragrande maggioranza dei tumori, invece, le alterazioni dei geni che sono responsabili della malattia sono determinate da cause ambientali. Sono provocate dall’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale. Tuttavia il fumo di sigaretta, alcune sostanze sviluppate dalla combustione del petrolio o carbone, l’alcol, una dieta squilibrata, i raggi ultravioletti del sole, le sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori in certi processi industriali o in agricoltura, possono sommarsi ad una “fragilità” genetica predeterminata e arrivare a provocare delle mutazioni che – alle stesse dosi e durate di esposizioni – non si riscontrano in altri individui. In alcuni casi poi, le mutazioni si generano per errori nel meccanismo di replicazione delle cellule, indipendentemente dall’ambiente esterno.

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