Torre Vado, l'esplosione della nave San Andrea, nel dipinto di Renzo Morciano.

a cura di Francesco Paladini

Ciò che ricorda il Salento, lungo la marina di Torre Vado nella giornata del 30 agosto del 1942, è il sole oscurato dagli aerei dei nemici, in quell’occasione gli “Alleati” inglesi, e il mare bruciare a causa dell’esplosione della nave petroliera “San Andrea”. Quest’ultima partì insieme alla sua scorta nella mattinata del 30 e procedette in maniera tranquilla lungo la costa salentina: l’obiettivo era il rifornimento di benzina delle truppe italo-tedesche stazionate nel Pireo, in Grecia.

Al raggiungimento della costa di Torre Vado, nel pomeriggio, venne avvistata una formazione aerea di venti aerei inglesi all’altezza della marina di Morciano di Leuca. Lo spazio aereo Salentino era sorvegliato da tre aerei tedeschi e tre aerei italiani, che si trovavano solamente a dodici miglia di distanza dalla nave, pronti a intervenire in caso di complicazioni, ma così non fu. Vano si rivelò l’intervento degli aerei italo-tedeschi e della stessa “San Andrea” che, con le proprie mitragliatrici di bordo, provò a impedire il bombardamento che portò alla successiva esplosione della nave. Si tratta di una battaglia che suscita ancora scalpore.

Ci furono vittime sia a causa del violento incendio, che per il conseguente trascinamento verso il fondale marino, insieme al relitto, della petroliera. I pochi sopravvissuti furono soccorsi dai pescatori di Torre Vado. Ad oggi, una delle testimonianze più accurate porta la firma di Cosimo Renzo di Morciano, che realizzò un dipinto in ricordo di tale tragedia, mentre nella memoria collettiva restano i corpi dei marinai italiani deceduti durante la battaglia e seppelliti con onore.

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