Yamaguchi, sopravvissuto due volte all'atomica

Una storia incredibile quella di Yamaguchi, che ha vissuto in prima persona il dramma post – bomba atomica.

a cura di Francesco Paladini

Questo mese parleremo di un uomo “fortunato” nella sua sventura. Un uomo che si può definire davvero miracolato, parleremo della storia di “hibakusha nijyuu” (persona due volte bombardata), Tsutomu Yamaguchi. Ingegnere della Mitsubishi Heavy Industries, il ventinovenne Yamaguchi, si recò a Hiroshima per la realizzazione di un progetto per una petroliera.

Era il 6 agosto 1945. Gli americani, tramite il bombardiere “Enola Gay” decisero di sganciare la prima bomba atomica in territorio nipponico, “Little Boy”, e la città bersaglio di quest’ultima fu proprio Hiroshima. La città fu rasa al suolo, ma miracolosamente Yamaguchi riuscì a sopravvivere. Con qualche ferita, timpani perforati e la vista annebbiata per un breve periodo, decise di scappare da questo scenario apocalittico. Dopo una notte passata lì, torno nella sua casa a Nagasaki.

Non passò molto da questo incubo che gli americani decisero di lanciare un nuovo ordigno, “Fat Man”, per distruggere le scorte belliche nipponiche, che casualità volle, si trovassero a Nagasaki. La bomba distrusse anche questa città. Oltre a Yamaguchi anche la sua famiglia patì i postumi dell’esplosione, con i segni della bomba che si porteranno per sempre.

Solo nel 2005 riuscì a rompere il silenzio di quell’incubo.

Yamaguchi entrò in un periodo di profondo sconforto, preda di incubi derivati dai due bombardamenti che gli incisero questa profonda ferita psicologica. Passò la sua vita in mutismo, trattenendo in sé tutti gli orrori del quale è stato testimone non una, ma ben due volte. Sarà solo nel 2005 che decise di rompere il silenzio ed iniziare a rivivere.

Scrisse un’autobiografia e partecipò a vari documentari sulla storia di questi bombardamenti, come per esempio Nijuuhibaku. Iniziò una campagna di lotta contro l’atomica, per abolire l’uso di questa arma e la sua testimonianza arrivò fino alle Nazioni Unite. La sua morte avvenne per mano di un cancro allo stomaco nel 2010, a 93 anni.

La sua testimonianza post morte fu: “Quando io sarò morto, desidero che le generazioni successive agli hibakusha (coloro che sono sopravvissuti alle due bombe) sappiano cosa è successo alla nostra”.

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