Aeroporto di Leverano, luglio 1943

Continua il nostro percorso con l’obiettivo di far conoscere preziosi squarci di storia del Salento. E’ il momento di rivivere quanto accaduto a Leverano nel luglio ’43.

La Redazione

Poco prima dell’8 settembre 1943, il “Campo” di Leverano non era che uno spiazzo erboso circondato da vigneti. Venne poi trasformato in aeroporto dai tedeschi come sede di un reparto Caccia, dotato di velivoli tipo Messerschmitt BF 109.

Individuato dalla ricognizione aerea alleata il “campo” subì un forte bombardamento da parte di una formazione di 40 bombardieri B24; erano le 12:30 del 23 luglio 1943. Nel bombardamento, 15 aerei vennero distrutti e 12 danneggiati; distrutte anche otto baracche.

Si contarono moltissimi morti tra i tedeschi e tra la popolazione civile. Il drammatico evento ha poche fonti storiche, dalle quali gli studiosi Massimo Muci e Gaetano Papadia, hanno poi elaborato “Aeroporto di Leverano – Da pista di Atterraggio a scuola di volo“. All’interno dell’elaborato riportiamo la testimonianza civile di Vittorio Savina.

Vittorio Savina e la preziosa testimonianza sull’aeroporto di Leverano.

“Quando costruirono l’aeroporto, verso il 1940, ero ragazzino e ricordo che spesso, noi ragazzi, vi andavamo e scrutavamo in continuazione, con la speranza di vedere qualche aereo atterrare. Il primo aereo che atterrò dovette subire i nostri “assalti”, tanto che fummo inseguiti da una camionetta, rientrammo a casa all’una di notte, perché facemmo un lungo giro.

Nel 1943 avevo 11 anni ed ero di casa nell’aeroporto, anche perché mi sfamavo, come tanti ragazzini miei amici e coetanei, con i resti del rancio dei soldati. Dopo l’arrivo dei tedeschi, il campo, che era di addestramento, divenne operativo ed ospitò 37/38 stukas. Il giorno del bombardamento io ero alla mensa sottufficiali.

Appena iniziò l’attacco aereo, mi stesi in una trincea con altri ragazzi; dopo un poco, scappai con i miei fratelli Antonio e Cosimo, con Rocco Pranzo e altri verso la località “Monte d’Arena”. Solo dopo alcune ore, mi accorsi che ero leggermente ferito al torace sinistro. A casa non dissi niente, per paura di essere punito, ma dopo qualche giorno, con il gonfiore derivante dall’infezione, fui scoperto.

Puniti severamente per due lenzuoli e un po’ di legumi.

L’estrazione della pallottola (o piccola scheggia, non l’ho mai saputo) avvenne dopo 8 giorni, dal dott. Frassanito. Dopo il bombardamento, continuammo a frequentare il campo, sia per curiosità sia per continuare ad avere qualche cosa da mangiare. Una volta, un aereo, nella fase finale dell’atterraggio, prese una buca, di quelle causate dalle bombe, e si piantò col muso in essa.

Anche se l’aereo era chiuso, noi riuscimmo ad estrarre alcune cose attraverso il ruotino di decollo (era un bimotore italiano). Ci scoprirono anche perché avevamo preso legumi e due lenzuoli; per averli presi venni punito da mia madre.

Il giorno dopo venne a casa il Maresciallo Maurelli che si riprese i lenzuoli. Il giorno successivo eravamo di nuovo al campo, ma legati, per oltre sei/sette ore ad un palo, con le mani dietro la schiena, a mo’ di gogna, lungo la strada che portava a Porto Cesareo”.

Fonte: “Aeroporto di Leverano – Da Pista di Atterraggio a Scuola di Volo”, a cura di Massimo Muci e Gaetano Papadia.

Un pensiero su “Aeroporto di Leverano, attacco del luglio 1943”
  1. Ho letto con interesse l’articolo , da un po di tempo sto cercando di raccogliere informazioni sugli aeroporti di puglia nel periodo bellico per ricostruire per quanto possibile la storia dei nostri territori. Di seguito la descrizione dell’aeroporto di Leverano cosi come compare in un testo statunitense che elenca tutti gli aeroporti della Luftwaffe poi utilizzati dagli alleati dal 1935 al 1945.

    Leverano (ITAL) (40 17 35 N – 17 59 00 E)
    General: landing ground in the heel of the Italian boot 37.5 km S of
    Brindisi, 15.7 km WSW of Lecce and 1 km WSW of the village of Leverano.
    This was probably an alternate landing ground or a satellite of Lecce airfield.
    History: said to have become operational as a 2d class airport in spring
    1941 but there was very little activity here until the Germans began using it
    in June 1943. Surface and Dimensions: artificially drained grass surface
    measuring approx. 915 x 595 (1000 x 650 yards) with an irregular shape.
    No paved runway. Fuel and Ammunition: brought in when in use.
    Infrastructure: no hangars or workshops. A group of 30 barrack-huts were
    just SE of the landing area. The nearest rail connection was in Copertino, 7
    km ESE of the landing ground. Dispersal: no organized dispersal facilities.
    Remarks:
    23 Jul 43: bombed by NASAF B-17 Fortresses – no aircraft losses, but IV./JG
    3 had 30 KIA and 41 WIA. However, postwar sources claim 15 aircraft were
    destroyed and 12 damaged. If true, these must have been Italian a/c
    because they do not appear in the Luftwaffe loss reports.
    Operational Units: 2.(H)/Aufkl.Gr. 14 (Jul 43); IV./JG 3 (Jul 43); II./JG 53
    (Jul 43).
    Station Commands: Flugplatzkdo. of Fl.H.Kdtr. E 23/VII (Lecce) (Jul-Aug
    43).
    Station Units (on various dates – not complete): none identified.
    [Sources: AFHRA A5262 p.1807 (29 Jun 43) and A5264 p.909 (3 Jun 43);
    chronologies; BA-MA; NARA; PRO/NA; web site ww2.dk]

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