Apocalisse Cesarina, novembre 2019.

Uno scenario terrificante. Porto Cesareo è distrutta, un intero paese messo in ginocchio dalla furia del vento e dell’acqua. Una vera e propria apocalisse cesarina.

a cura di Alessio Peluso

“È appena giunta la nota ufficiale da parte della Prefettura di allerta meteo arancione a partire dalle 20 di oggi e per le prossime 24h. Sono previsti per la notte tra l’11 ed il 12 novembre, vento e pioggia lungo le coste ioniche, in alcuni casi con carattere temporalesco con venti forti, anche di burrasca e mareggiate violente. Si raccomanda la massima prudenza. Ormeggiate bene le imbarcazioni, soprattutto se alla rada ed in caso di temporale uscite solo se necessario e tenete a casa i vostri ragazzi”.

Sono queste le parole riportate dal nostro sindaco Salvatore Albano, per allertare la cittadinanza su quanto poteva accadere nella nostra zona. Purtroppo sono risultate profetiche. La cosiddetta allerta arancione si è abbattuta con una violenza impressionante sul nostro Salento. E se durante la notte a cavallo con i consueti festeggiamenti di San Martino, Porto Cesareo era stata risparmiata, 24 ore dopo si è manifestato l’imponderabile.

L’incubo ha inizio dalla tarda serata del 12 novembre.

Già dalla sera del 12 novembre intorno alle 22,30 la pioggia, è stato il preavviso della notte più lunga, nella storia della nostra comunità. Poco dopo le 23 la forza inarrestabile del vento iniziava a spazzare via qualsiasi cosa trovasse davanti; e anche dalle abitazioni più lontane dal mare, i tumulti di un vento anomalo non lasciavano presagire nulla di buono.

L’irruenza del vento e della pioggia si intensificava ulteriormente durante la notte, lasciando senza fiato tanti gruppetti di pescatori. Dalle loro macchine assistevano impotenti ad uno spettacolo mai registrato prima, come testimoniano i più longevi cesarini. Il pontile della darsena, situato a pochi passi dal centro, lungo circa 60 metri è scaraventato via dalla furia del mare e del vento. Con sé ha trascinato le tante barche annesse. Un’ammucchiata enorme che è andata poi a travolgere altre imbarcazioni, alcune delle quali spinte da una forza inarrestabile, giunte addirittura nel parco giochi, vicino lo “Scalo d’Alaggio”.

Buona parte del muretto, situato in “Piazza Nazario Sauro” è stato frantumato; il ponte che invece collegava la nota “Isola Beach” è stato seriamente danneggiato. Danni ingenti per i numerosi locali commerciali, a partire dall’Isola Beach stessa, passando per i ristoranti “Aragosta da Co” e “Il Gambero”; senza tralasciare il resto delle strutture che hanno imbarcato acqua e visto sfumare davanti ai loro occhi, i sacrifici di una vita.

Per giunta tanti alberi secolari messi k.o. in zona “Punta Grossa” e uno scenario generale indescrivibile. Strade piene di buche, alghe, sabbia, pezzi di legno, rami, pali della luce spezzati, detriti. Sì, abbiamo assistito purtroppo all’apocalisse cesarina.

E il giorno successivo: in ginocchio, ma con dignità.

Il giorno dopo la tempesta è il più triste. Tanti di noi hanno potuto realizzare che quello che è avvenuto è la cruda realtà. Passando nella zona dove si erano ammassate le barche procedono a ritmi serrati i lavori, per portare via le tante imbarcazioni danneggiate. Sono presenti tanti pescatori, cuori pulsanti della nostra comunità. Sono lì, pronti ad aiutarsi e a ricominciare da dove tutto per loro è sempre partito: il mare. Vi è la presenza degli operatori ecologici, pronti e determinati a ripulire la zona, l’impegno della protezione civile, dei vigili; ma soprattutto di un intero paese stretto nel dolore e motivato a ritornare alla normalità.

Apocalisse Cesarina: immagine emblematica, di una delle tante imbarcazioni travolte dal vento.

Apocalisse Cesarina: danni ingenti nei locali commerciali e tante luci spente.

Nei locali commerciali iniziano le ispezioni dei titolari e delle tante persone che vi lavorano, con l’obiettivo di reagire. Guardare il centro del nostro paese la sera del 13 novembre, è l’antitesi della stagione estiva, che sembra lontana anni luce. Notare le insegne spente, molte luci non funzionanti, le persone che mestamente vagano allibite di fronte a questo scenario, non può essere la nostra Porto Cesareo. Siamo in piena sintonia con le parole espresse dal nostro primo cittadino Salvatore Albano. Ha parlato di un paese “in ginocchio”, ma che aggiungiamo noi, con dignità dimostra in maniera forte la voglia di ripartire.

Non sarà un percorso facile, i danni subiti sono enormi ed è stato già richiesto lo stato di calamità. Non meno grave la situazione a Torre Lapillo, nella bellissima Santa Caterina vicino Nardò, a Gallipoli e a Matera, capitale europea della cultura nel 2019. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma una forza comune può aiutarci a ripartire. Solidarietà, collaborazione, buona volontà e anche partecipazione emotiva, che ha contraddistinto il post-disastro. Ripartiamo da qui, dal nostro mare e dal nostro gioiello chiamato Salento, che ha bisogno di ognuno di noi.

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