Howard Carter al momento della scoperta della tomba di Tutankhamon.

di Francesco Paladini

Le piramidi, meraviglie dell’architettura antica, sono tombe maestose costruite per ospitare colui che incarnava il dio Ra sceso in terra: il faraone. Nel periodo tra il XIX e il XX secolo, innumerevoli gli scavi e perlustrazioni lungo tutto il Nilo da parte degli archeologi per riportare alla luce ricchezze sotterrate dal tempo. Tra questi Howard Carter, archeologo britannico al quale si attribuisce la straordinaria scoperta della tomba di Tutankhamon.

Il progetto iniziale prevedeva il ritrovamento delle tombe dei due faraoni della XVIII dinastia: Amenothep e il suo successore Tutankhamon. Gli scavi furono effettuati da lord George Herbert, appassionato di antichità egizie, che ottenne i permessi per gli scavi nella valle dei re. Il progetto fu inizialmente un fiasco e le spese gravose fecero scemare l’entusiasmo del lord. Al contrario, Carter credeva fortemente in questo progetto.

Così, il 4 novembre del 1922, Carter rinvenne uno scalino emerso dalla sabbia di fronte l’ingresso della tomba di Ramses VI, che lo portò ad una grande parete intonacata che preservava ancora il sigillo della necropoli reale intatto. Da questo particolare riconobbe subito la presenza di una tomba reale ancora preservata. Dopo la scoperta Howard Carter decise di condividere le informazioni con il lord e lo invitò a presenziare all’apertura della tomba, che avvenne solo il 17 novembre 1922.

Abbattuta la parete trovata da Carter in precedenza, si ritrovarono in una stanza vari oggetti del corredo funerario: letti dorati, vasi di alabastro, carri smontati e un trono contornato da materiali preziosi. Dopo aver perlustrato la stanza si accorsero di una parete murata in maniera anomala rispetto alle altre. Carter e la sua équipe perforarono il muro ritrovandosi di fronte il sarcofago e i vasi canopi del faraone.

Nel febbraio del 1924 venne aperto il sarcofago d’oro massiccio contenente il corpo mummificato del faraone Tutankhamon. La mummia, ancora in stato ottimale, fu ritrovata con addosso una maschera, anch’essa d’oro, ritraente il volto del faraone bambino. La maschera e gli oltre 2000 reperti rinvenuti nella tomba sono tutt’ora esposti nel Museo Egizio del Cairo.

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