Ferro e Fuoco, gruppo pop rock cesarino.

a cura di Alessio Peluso

Noi duri come il ferro e caldi come il fuoco, per voi noi saremo ferro e fuoco…” Un tuffo nella metà degli anni ’80 alla scoperta di una band che ha segnato un ventennio musicale importante a Porto Cesareo, ovvero i “Ferro e fuoco”. Inizialmente i componenti iniziali sono cinque: voce e testi di Roberto Bernardini, autodidatta, come il resto del gruppo, da una vita immerso nel panorama musicale; alla batteria Antonio Fanizza, leader carismatico; alla chitarra elettrica Fernando Cardellicchio, che in precedenza aveva fatto parte degli ATP, altro gruppo del nostro territorio, del quale parleremo nei prossimi mesi; alle tastiere Rocco Zecca e a completare il mosaico Roberto Carrino al basso.

È un mondo musicale diverso da come lo viviamo adesso, privo di mezzi tecnologici, in cui l’arte dell’arrangiarsi, la faceva da padrona. Suonare nei piccoli locali e nei dintorni era l’unico modo per farsi conoscere e anche i “Ferro e fuoco” non fanno eccezione: tante esibizioni in giro per il Salento. La cosiddetta sala prove era quella che oggi riconosciamo nella “Tenuta Carrino” ed è al suo interno che prendono vita tante creazioni musicali che ne hanno segnato il percorso artistico. E se il singolo “Ferro e fuoco” discorre del quotidiano cesarino e della voglia di emergere, “Roba da pazzi” fa chiaro riferimento al mondo della droga che in quegli anni iniziava a serpeggiare anche a Porto Cesareo; “Poveri diavoli” invece, è un richiamo, quasi una presa di coscienza di quanto avvenne il 2 agosto 1990, con l’inizio della Guerra del Golfo, tra l’iracheno Saddam Hussein e l’ONU.

Agli inizi degli anni ’90 però, la band va incontro ad alcune variazioni, con l’ingresso di Sandro D’Andria alle tastiere, mentre nel 1993 con l’abbandono di Cardellicchio, subentrano le due chitarre elettriche di Mirko Minosa e Pasquale Fanizza. Il 1995 è l’anno spartiacque con l’ingresso di un giovanissimo Giuliano San Giorgi, oggi frontman dei Negroamaro, alle chitarre e ai cori: il suo approdo incide sullo stile proposto, che passa dal pop – rock ad uno sperimentale progressive rock.

I “Ferro e fuoco” continuano il loro percorso attraverso manifestazioni dal profumo nazionale: dal 3° posto al “Chianciano Rock”, festival per le nuove proposte, alla partecipazione presso “Arezzo Wave”, noto contest musicale. Sicuramente il 1998 rappresenta l’anno della consacrazione definitiva a Porto Cesareo, con un memorabile concerto in una “Piazza Nazario Sauro” gremita. Agli inizi del 2000 i “Ferro e fuoco” abbandonano la scena, per poi ritrovarsi oggi, a circa vent’anni di distanza, con l’obiettivo di incidere il loro primo album.

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