Gino Colelli e Castellana Grotte.

Dall’articolo del nostro Raffaele Colelli parte l’indagine bibliografica. E nasce il connubio tra la storia di Gino Colelli e la creatività degli studenti di Castellana Grotte.

La Redazione

Il soggetto della storia è stato tratto da un articolo reperito sul web, scritto in occasione della morte di Gino Colelli. Si tratta di un anziano pescatore salentino coinvolto da bambino nel ritrovamento in mare della statua del dio Thot. Attualmente è custodita nel Museo MArTa di Taranto, oggetto nel 2004 di un servizio televisivo a cura di Lega Ambiente e Rai 3.

Per una corretta definizione del contesto storico-artistico di appartenenza del manufatto è stata inoltrata una richiesta formale di collaborazione al MArTa; in conseguenza della quale la direttrice, la dottoressa Eva Degli Innocenti, ha inviato alla scuola la scheda museale di descrizione del manufatto e un articolo inerente al suo ritrovamento.

Sulla base dei dati ricavati da tali documenti, gli studenti hanno avviato un’indagine bibliografica sul contesto storico di origine del reperto, la civiltà egizia; e in particolare sulla figura del dio Thot e sulla sua correlazione con il tema della scrittura e della conoscenza. Utile a tale scopo è risultata l’individuazione di alcuni titoli specifici mediante la consultazione dell’OPAC SBN e del portale Academia.edu.

Gino Colelli: la preziosa testimonianza della moglie Rosetta, fonte d’ispirazione per gli studenti del Liceo Scientifico a Castellana Grotte.

Per salvaguardare la verosimiglianza del racconto della scoperta, si è deciso d’interpellare il Comune di Porto Cesareo per riuscire a contattare la famiglia Colelli. Di qui è scaturita la vantaggiosa esperienza dell’intervista (seppur a distanza) al figlio di Gino, il signor Raffaele, e alla ormai anziana moglie Rosetta. Si è trattato di un momento fondamentale dell’attività formativa degli studenti, perché essa, coinvolgendoli fortemente sul piano emozionale, ha contribuito a stimolare la loro fantasia.

Nella fase di stesura del racconto, la peculiarità didattica del percorso è consistita nell’alternare momenti di lavoro collaborativo a coppia a momenti di lavoro collegiale. Gli studenti hanno potuto così ritagliarsi un ruolo peculiare nell’esperienza di scrittura. Allo stesso tempo hanno condiviso la valutazione degli aspetti problematici di coerenza e coesione testuale.

Solo un aspetto del progetto è venuto meno. Il persistere dell’emergenza sanitaria non ha reso possibile l’auspicato sopralluogo al Museo per poter osservare dal vivo il reperto.

Resoconto finale.

Le informazioni pubblicate sono tratte dal resoconto finale a cura di Emanuela Elba. E’ insegnante di italiano, geostoria e storia dell’arte e dottore di ricerca in storia dell’arte. E’ referente scolastico per l’introduzione e la sperimentazione della metodologia didattica Reading and Writing Workshop. Il lavoro degli studenti di Castellana Grotte sarà riportato in esclusiva su ECCLESIA Cesarina.

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