Libro di Enzo Poci, in memoria di Luigi De Donno.

a cura di Francesco Schito

La città di Porto Cesareo si è raccolta sabato 29 settembre per intitolare una via a Luigi De Donno, il suo marinaio sommergibilista, scomparso durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’affondamento del sommergibile Pier Capponi. Il gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.), aveva proposto ed ottenuto che una via comunale fosse dedicata al giovane marinaio cesarino.

La cerimonia ha avuto inizio con una commemorazione presso il “Monumento ai Caduti” nella piazza Alcide De Gasperi, culminata con la deposizione di una corona di alloro, mentre le note struggenti e di conforto del “Silenzio d’Ordinanza”, suonate da un giovane trombettiere della Marina militare, invitavano al raccoglimento. Un lungo corteo ha raggiunto poco dopo con passo lento e silenzioso la via da intitolare, dove la targa dedicata a Luigi De Donno è stata scoperta dalla madrina Liliana De Donno, nipote dello sfortunato marinaio.

Luigi De Donno, Gigi, nasce il 14 giugno 1919 ad Aradeo, un paese nella provincia di Lecce, ma la sua famiglia si trasferisce molto presto a Porto Cesareo, nelle cui acque il piccolo Gigi apprende il mestiere del pescatore. Il 6 luglio 1938, egli è arruolato con la leva del 1919 e giunge alle armi il 16 aprile 1939, classificato Marò S.M. Egli diviene Marinaio comune di I classe il 1° febbraio 1940 e il 1° maggio 1941 Sottonocchiere «alla memoria». Il suo foglio matricolare ci informa: scomparso il 12 aprile 1941 (invero il 31 marzo 1941, poiché il Pier Capponi è affondato in questa data) e dichiarato irreperibile il 13 luglio 1941. Per l’occasione è stato presentato il libro firmato da Enzo Poci: “Porto Cesareo saluta il suo marinaio Luigi De Donno.”

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