La sposa araba di Raffaele Colelli

La Redazione

“La sposa araba” è rappresentata in questo caso e senza alcun dubbio, dall’aggettivo “fantastico” e dal sostantivo ”profondo”. Una storia dove si fondano i tratti onirici di Murakami con la creatività di Lewis. Si riconosce finanche lo stile di S. Clarke, la sua iperbole, conduce il lettore in mondi fantastici.

Ma l’aspetto più importante dell’opera è l’evidente facoltà di unire al romanzo di fantasia dagli aspetti trascendentali ai brani caleidoscopici, anche la forma di una critica feroce, a tratti severa all’uomo e alla società contemporanea tutta.

Un esplosione di creativa originalità al limite tra storia, fiaba e leggenda, ma che confonde la fantasia ai margini frananti di una realtà fittizia. Il viaggio prende il via, anche se in circostanze apparentemente forzate, dentro i colori fiabeschi e fluorescenti del pittore russo – ebraico Marc Chagall.

Per poi proseguire con incontri del tutto bizzarri e al limite della stessa logica conoscenza. Così tra questi l’uomo volante e il suo lungo flauto, Trilly la fatina dispettosa e dalle ali trasparenti e amica di Peter Pan.

Oppure il poeta dalla testa capovolta o ancora il giocoliere con la testa e le ali di un uccello, per non citare il cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie; infine il prode cavaliere Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancio Panza al quale aveva promesso un grande regno tutto per lui.

Da Boccaccio a Otello, sino al Capitano Vasco. La sposa araba è un viaggio nel nostro tempo.

Jinn, il genio della lampada magica sarà compagno per un breve viaggio, mentre Boccaccio gli rivelerà il nome dei dieci giovani fuggiti da Firenze e dalla peste. Rincuorerà Otello e il suo dolore per la tragica morte della dolce Desdemona. Ingannerà Arianna e il suo filo e ritroverà la libertà.

Riceverà tragiche notizie dal dottore Satutto e in lui porrà la sua speranza. L’onirico viaggio prosegue ancora con la conoscenza di personaggi e artisti del nostro tempo. Dal Capitano Vasco e la sua Alba Chiara a Fabrizio De André e le sue donne come Bocca di rosa, Francisca, Marinella, Dolce Nera…

Incontrerà demoni e malfattori, Ciclopi e soldati demoni, piovre giganti e uccelli dal becco bronzeo ghiotti di carne umana. Re Leonida e i suoi 300 spartani saranno lì al suo fianco, mentre il piccolo codirosso beccando saltella tra le rocce.

Gli storici versi di Aristotele e Platone lo riporteranno alla ragione e alla speranza di vedere ancora una volta la dolce Amìna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *